Il mese di gennaio dovrebbe essere il mese del calciomercato, il mese in cui tutti i tifosi dovrebbero avere il diritto di sognare, ma soprattutto di vedere che i loro sogni, tanto agognati, alla fine si realizzino. Appunto, dovrebbe. I tifosi rossoblù invece hanno vissuto questo mese un tourbillon di emozioni del tutto diverse da quelle auspicate, passando dalla noia iniziale, all'angoscia della parte centrale, per finire con un senso di vuoto, quasi di tristezza mista rabbia. Infatti il mercato del BFC ha "regalato" ai tifosi una calma piatta, a tratti irritante, per i primi 15-20 giorni, per poi passarne altri dieci sulla vicenda Diamanti-Guangzhou, risoltasi (per fortuna direi) in maniera positiva, almeno fino a giugno. Solo nel finale, il calciomercato del BFC si è animato un minimo, con gli acquisti dei centrocampisti Friberg (28) e Ibson (30), rispettivamente dal Malmoe e dal Corinthians, nomi che senza offesa più che far sognare, fanno solamente capire la pochezza di disponibilità economiche ma soprattutto, ahinoi, di idee da parte della società. Nomi, tanti nomi, è l'unica cosa che resta di questo calciomercato rossoblù. Dai ritorni di Gilardino e Portanova (con la telenovela sul primo lunga 20 giorni) fino agli ultimi nomi, ovvero il brasiliano Maicon (chiesto espressamente dal tecnico Ballardini, e saltato, a detta di Guaraldi, per colpa del San Paolo) e Lazzari. Quest'ultimo, avrebbe rappresentato a mio avviso, un innesto davvero importante per il centrocampo rossoblù, perchè avrebbe portato qualità in un settore del campo che al momento ne ha davvero poca, ma ovviamente alla fine il calciatore è rimasto a Udine. Più che una campagna di rafforzamento, è sembrata quasi una campagna di indebolimento. Ho detto indebolimento avete sentito bene, perchè se andiamo a vedere il mercato fatto dalle dirette concorrenti, vediamo che bene o male si sono rafforzate un po' tutte. La Sampdoria ha portato a casa un attaccante di indiscusso valore come Maxi Lopez oltre ad Alessio Sestu e la metà del cartellino del giovane e promettente Fedato, il Chievo si è assicurato a zero il portiere ex Cagliari Agazzi, ha preso i difensori Canini e Rubin, ha riportato a casa Obinna dalla Lokomotiv Mosca e ha anche acquistato Stoian dal Genoa e l'ex Bologna, tanto inseguito anche dagli stessi felisinei in questa finestra di mercato, Tiberio Guarente. Poi c'è il Catania, che ha ripreso dal Genoa il regista campano Francesco Lodi firmando un gran colpo in vista della seconda parte di stagione e ha scommesso sull'argentino Fabiàn Rinaudo dallo Sporting Lisbona, e infine il Livorno che dopo Mesbah dal Parma, con un colpo di coda a poche ore dal mercato ha messo a segno il colpaccio Ishak Belfodil dall'Inter in prestito oneroso. Ma credo che l'esempio più lampante di tutti sia il Sassuolo, squadra neopromossa in A e sotto rispetto al Bologna in classifica, che ha macinato acquisti su acquisti. Sono arrivati Sansone e Floccari (a lungo inseguito da Zanzi e company) per l'attacco, che si vanno ad aggiungere a gente come Berardi e Zaza, ha rinforzato il centrocampo con Brighi, Biondini (anche lui cercato dal Bologna) e il duttile Rosi, ma soprattutto ha rinforzato il pacchetto arretrato portando in Emilia lo scontento Paolo Cannavaro, oltre a Manfredini dal Genoa e Ariaudo dal Cagliari. Invece il Bologna cos'ha fatto? Ha passato tutta la seconda parte del calciomercato a cercare di cedere i propri pezzi pregiati per poter fare mercato. Non ci siamo. Ballardini oggi nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con l'Udinese, ha detto che è contento della rosa che ha a disposizione...aziendalismo? Si, ovviamente, anche perchè solo un folle, con una salvezza da conquistare, sarebbe contento di vedere i soli e aggiungiamoci 'sconosciuti' Friberg e Ibson come rinforzi per la propria squadra. Ballardini che tra l'altro aveva chiesto sin dal suo arrivo, un regista di centrocampo, un calciatore che sapesse dare del "tu" al pallone, e i due nuovi arrivati hanno qualità completamente diverse. Domani, molto probabilmente, sentiremo il presidente Guaraldi o chi per lui, "venderci" l'idea che il mercato del Bologna è stato quello di trattenere gente come Diamanti, o lo stesso Konè, rimasto in Emilia nonostante le tante offerte pervenute. No presidente, quello si chiama supermercato, non mercato. Il mercato è un altro, il mercato consiste nell'acquistare nuovi giocatori, nel rafforzare la propria squadra con innesti mirati, nell'aumentare il tasso tecnico, quello è mercato, e noi vedendo i risultati non l'abbiamo fatto, c'è poco da dire. C'è però da dire, che i tifosi rossoblù sono particolarmente evoluti, conoscono bene i propri "polli" e sapevano sin dal principio, che l'incipit di base di questo mercato era quello: vendere e solo a quel punto acquistare. Quindi credo che ieri alle 23:00 al gong finale del mercato nessuno si sia stupito nel vedere la pochezza di questo calciomercato targato Bologna. Ovviamente non è una giustificazione sia chiaro, dico solo che non era un mistero per nessuno che i movimenti in entrata fossero vincolati da quelli in uscita. Comunque sono dell'idea che a questo punto sia inutile piangersi addosso, ormai il dado è tratto direbbe Giulio Cesare, ormai non resta che concentrarsi sul campo, perchè c'è una salvezza da conquistare con i denti e anche perchè al Dall'Ara proprio oggi arriva per l'anticipo delle 18:00, l'Udinese, squadra più o meno nelle stesse nostre condizioni, sia sotto l'aspetto della classifica, sia per quanto riguarda il calciomercato, che anche per i bianconeri, ha detto "tabula rasa". Bisogna approfittare assolutamente dello stato di forma pessimo dei friulani, che non essendo abituati a navigare in situazioni così deficitarie di classifica, hanno il morale sotto i tacchetti, bisogna ritrovare i tre punti che ora mancano da più di un mese (Bologna-Genoa 1-0), bisogna dare una gioia ai tifosi delusi, bisogna vincere insomma, punto. Per il mercato invece, appuntamento a quest'estate, sperando di non dover raccontare nuovamente la stessa, orribile e triste storia.
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