In questi giorni risulta difficile trovare tempo e spazio per ragionare su qualcosa che non sia inerente al mercato visto che anche per una società sostanzialmente immobile come il Bologna non mancano suggerimenti, sogni e suggestioni. Almeno per oggi però conviene mettere da parte le voci per lasciare parlare il campo ed in particolare i giocatori di Ballardini, chiamati a riscattare una stagione fin qui deludente contro uno degli avversari più duri. In settimana si spera che Diamanti e compagni abbiano capito che i fischi arrivati sulle loro teste sabato scorso non sono una prerogativa del pubblico italiano, ma semplicemente un diritto di sportivi profondamente delusi e che amano profondamente i colori rossoblù. Archiviata la prima parte di stagione, oggi inizia la seconda fase ed il Bologna non può più permettersi passi falsi visto che tra altre 19 partite le ultime tre della classifica avranno la certezza di un biglietto di sola andata per l'inferno della Serie B. La terzultima posizione attuale sembra una condanna pendente sulla testa dei rossoblù, ma andando a leggere le statistiche delle scorse annate in Serie A si scopre che l'impresa della salvezza non è poi così proibitiva. Solo dodici mesi fa infatti anche il Cagliari era fermo a quota 16 e alla fine si è riuscito a salvare mentre nel 2009/2010 addirittura il Catania riuscì a conservare la categoria pur avendo conquistato solo 15 punti nella prima parte della stagione. La regola sembra essere abbastanza chiara e comprovata dai fatti: tutte le squadre che hanno accumulato almeno 20 punti nel girone di ritorno sono riuscite a tagliare il traguardo lasciando altri a disperarsi. La proiezione della quota retrocessione poi quest'anno è a 32 lunghezze quindi se il Bologna riuscisse ad aggiungerne 20 alle 16 già ottenute arriverebbe ad una somma di 36, magari non esaltante ma sicuramente sufficiente a sfuggire ancora alla Serie B. Cosa significa però fare 20 punti da oggi al 18 maggio? Vuol dire portare a casa almeno quattro vittorie e otto pareggi ovvero esattamente una vittoria ed un pareggio in più di quanto fatto nel girone d'andata. Tre di queste vittorie è evidente che debbano arrivare contro le squadre che il Bologna intende lasciarsi alle spalle come ad esempio Livorno, Sassuolo e Catania con la prima già battuta all'andata e le altre due che dovranno giocare sul prato del Dall'Ara. Il fattore campo deve poi risultare decisivo anche nel conto dei già citati otto pareggi visto che, compresa quella odierna contro il Napoli, i rossoblù affronteranno complessivamente nove sfide tra le mura amiche. Se non vogliamo affidarci alla statistica che suggerisce che almeno uno "sghetto" contro una grande squadra possa capitare nell'arco di un campionato, possiamo almeno affidarci all'ormai proverbiale compattezza predicata da mister Ballardini sin dal suo primo giorno in rossoblù. Essere compatti significa in parole povere non concedere occasioni e quindi cercare sempre di non subire gol tanto in casa quanto in trasferta: questo è sicuramente il modo migliore per conquistare punti magari brutti e sudati ma comunque utilissimi. Come abbiamo visto ne servono ancora venti: il countdown inizia oggi alle 15.
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