Che in quest'annata difficilmente avremmo compiuto imprese contro le grandi lo si era capito già a settembre, quando il Bologna, a pochi minuti dalla fine delle ostilità, riuscì a dilapidare il patrimonio di due gol di vantaggio contro il claudicante Milan di Allegri. E, detto onestamente e senza voler salvare la faccia di nessuno, portare via anche solo un punto dallo ‘’Juventus Stadium’’, da cui in questa stagione tutti sono usciti con le ossa rotte, sarebbe stato un evento quasi epico. Eppure un po' ci stavamo credendo: i bianconeri non apparivano nella loro miglior serata, anzi, a dirla tutta, non è una novità che debbano sudare più del minimo sindacale per risolvere la pratica Bologna (alla faccia di chi, con la ben nota sicumera, parlava di goleada e pallottolieri... ). Ci ha pensato di nuovo il solito Pogba a mandare a casa i rossoblù a mani vuote ma stavolta il grande gol del giovane talento francese è stato meno doloroso (grazie ancora, Agliardi) e, per certi versi, ha solo certificato quanto detto prima: non è l'anno delle grandi soddisfazioni, se pensiamo che le gioie stagionali possono contarsi sulle dita di una mano (e no, non è un modo di dire, poiché da più di un mese restano inchiodate a cinque). I fatti di Torino sono anche la conferma che tra Ballardini e i suoi colleghi con analoghi problemi tricologici non ci sia molto feeling: dopo Di Carlo, Corini e Colantuono, riesce a perdere anche con Conte... La bella notizia al riguardo è che, da ora fino alla fine del campionato, almeno questa questione appare risolta. A cominciare dall'imminente match contro la chioma di Montella: novanta minuti che, alla luce di quanto successo a Verona, saranno ancora più importanti in chiave salvezza. Sì, perché il Chievo ha smesso di essere chirurgico negli scontri diretti appena in tempo per affrontare il bravo e fortunato Sassuolo. Bravo, appunto, nel saper sfruttare la rinnovata verve offensiva delle sue giovani bocche di fuoco. Fortunato, molto, nel beccare sempre avversari in giornate appannate, diciamo così... Jolly che però è capitato anche agli uomini di Ballardini che, viceversa, non sono né talentuosi né baciati dalla Dea Bendata. E se sabato la Fiorentina fosse con la testa già alla finale di Coppa Italia? E' probabile che qualche uomo chiave si tiri un po' la gamba, come si dice in gergo, eccezion fatta per il temibile Cuadrado, squalificato per Roma e dunque pericolo numero uno per Ballardini e soci. Insomma, con tutte le tare possibili del mondo, resta una sfida quasi proibitiva per il Bologna ma, allo stesso tempo, un'occasione molto golosa per cercare di tirarsi fuori dal pantano in cui è ripiombato nel ‘’bel’’ weekend pasquale. A soli 360 minuti dalla fine del torneo, ci ritroviamo terzultimi e alle prese con un calendario difficile. La beffa è che solo un anno fa, di questi tempi, vagavo per Bologna un po' delusa perché la partita a cui avevo assistito era finita con uno di quei pallidi pareggi di primavera, con Gilardino che aveva segnato una volta sola, Diamanti che s'era divorato una punizione dalla sua mattonella preferita e Taider che aveva corso poco in mezzo al campo. Anche oggi il nostro bomber (?) segna poco, sì, ma in un campionato intero; i ‘’temibili’’ piazzati di Lazaros stanno terrorizzando tutti i portieri d'Italia e il centrocampo, farcito dai ‘’grandi’’ acquisti di gennaio, sta facendo faville. Insomma, come sono cambiate le cose... Era la giornata del tifoso di fuori Bologna. Oggi, queste ultime due parole, sono l'invito, sempre valido, rivolto al nostro Presidente, che va ringraziato per l'annata poco anonima che ci sta facendo vivere. L'aveva promesso ed è stato di parola. Lo ringrazio anche per i tanti lunedì in Albanis che mi sta regalando: no, niente gite fuori porta o scampagnate spensierate. Ma solo paura, tabelle, calcoli e tanta, tanta delusione. Ma, dopotutto, già tempo fa ci aveva avvertiti. ‘’Non voglio sentir parlare di salvezza’’. E chi si azzarda a farlo?!
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