La trasferta di Pescara ha lasciato alla stampa bolognese una miriade di spunti su cui costruire l'articolo del giorno: il super attacco (nazionale), la consacrazione di Kone, Curci III il ritorno, e la difesa che ancora non apporta quelle garanzie che il nostro allenatore va cercando.
Quello che mi preme invece sottolineare, e mettere in evidenza, è la prestazione di squadra del Bologna domenica scorsa allo stadio Adriatico.
Al di là del risultato (che comunque è stato in bilico fino all'ennesima super giocata del greco ex Brescia e Olympiakos) mi è piaciuto come il Bologna (orchestrato da un fantascientifico Diego Perez) per gran parte della partita abbia occupato gli spazi in campo, facendo posesso palla con grande tranquillità, facendo salire a turno gli esterni bassi Motta e Morleo e costringendo il Pescara a chiudersi dentro la propria metà campo: a tratti sembrava di vedere giocare due squadre di categorie differenti. Una basava le proprie folate offensive sull'estro e sull’uno contro uno del talentuoso Weiss, l'altra invece (come tutte le squadre con la S maiuscola) occupava il campo e, indipendentemente dal modulo, dava l'impressione di essere organizzata. Ecco, forse questa è stata la prima volta lontano dal Dall'ara contro squadre “vicine” in classifica dove, il Bologna, e il suo tecnico Stefano Pioli, hanno dato l'impressione d’aver sempre la partita in mano. Non scordiamoci che comunque gli abruzzesi dall'inizio del torneo sei vittorie (le stesse di Bologna, Torino e Cagliari ) le avevano pur sempre ottenute.
Domenica invece ci farà visita un Siena che, se dovesse perdere a Bologna, potrebbe salutare la serie A già a metà febbraio.
Conoscendo come ragiona il nostro mister, sono sicuro che in questi giorni starà lavorando sulla psicologia dei suoi giocatori facendo a tutti presente che senza i sei punti di penalità, la squadra toscana sarebbe, classifica alla mano, salva. Non è assolutamente da sottovalutare una squadra che solamente sei giorni fa ha schiantato 3-1 una pur sempre (colma di grandi giocatori) Inter.
Ultima postilla sulla voce incontrollata che darebbe come fatto l'accordo tra Guaraldi e Preziosi per la cessione al Genoa del baby rossoblù Capello. Voglio sperare che si tratti di uno scherzo di carnevale. La scorsa settimana avevo sottolineato come il nostro contestatissimo presidente ci avesse dopotutto salvato da una brutta fine. Ecco, se ora cominciamo a svendere i nostri giovani migliori, la mia opinione cambia e non di poco. Le società come il Bologna, per poter ottenere una plusvalenza, devono lavorare sodo sui propri ragazzi migliori, facendoli crescere e far diventare calciatori professionisti come in passato fu fatto per i vari Gamberini e Giacomo Cipriani.
Una volta fatto ciò, è lecito ipotizzare che le cessioni di questi ragazzi a grandi squadre (e soprattutto per grandi cifre) diventino inevitabili e possano servire per poter programmare il futuro: condizione indispensabile per poter sopravvivere al meglio in questa giungla chiamata serie A.
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