Per la seconda volta di fila, il Bologna si è trovato di fronte una squadra che non aveva più niente da chiedere al campionato. Come la Fiorentina, che però riuscì lo stesso ad asfaltare il Bologna sfruttando la sua superiorità in ogni parte del campo, anche il Genoa è sceso in campo dimostrando di essere già con la testa in vacanza da diverse partite: non ha spinto, non ha creato e non si può certo dire che abbia fatto di tutto per onorare la gara e il suo pubblico. Non ci sono stati solo demeriti liguri, però, e questo è bene sottolinearlo. Perchè il Bologna, difensivamente parlando, ha fatto una gara positiva, anche se Gilardino e soci non si sono sbattuti più di tanto per impensierire Curci; ma nel complesso la linea arretrata è stata sempre concentrata. Per quanto riguarda l'attacco, è cambiata la cura (ovvero è torna in campo Bianchi dopo quattro gare nelle quali era rimasto a sedere), ma il malessere è rimasto: il Bologna continua a non segnare, è il peggior attacco del campionato e con ieri sono diventati più di 300 i minuti senza esultare da parte di un giocatore rossoblù; l'ultimo goal lo segnò Cherubin in casa contro il Parma, e per trovare l'ultima rete di un attaccante, bisogna andare indietro di un mese, con la deviazione di Cristaldo sul tiro di Pazienza a San Siro. La prestazione di Bianchi è stata, nell'arco dei novanta minuti, più che sufficiente: il ragazzo ha lottato, ma è sembrato troppo solo là davanti; Kone ha giocato nel complesso una buona gara, ma ha lasciato più volte l'ex granata isolato contro i difensori avversari. Quando è entrato Paponi le cose sono un po' cambiate, si sono aggiunti uomini davanti e si sono avuti maggiori spazi per colpire. Già, Paponi. Da molti è considerato quasi una caricatura, e quando viene schierato si scatena della facile ironia nei suoi confronti. Ma c'è da dire che il ragazzo non si tira mai indietro, combatte, ci prova ed ha la mentalità giusta. Proprio per questo è giusto premiarlo ed è bene sottolineare che tra gli attaccanti, forse, non è il peggiore. L'occasione che ha avuto davanti a Perin non è, a mio parere, un goal sbagliato: certo, quando un attaccante si trova a “tu per tu” con il portiere, deve segnare, ma vanno anche dati meriti all'estremo difensore. Avesse fatto goal, sarebbe stato l'eroe di una stagione. Che il Bologna non sia più padrone del proprio destino è sotto gli occhi di tutti, ma già da stasera lo può diventare. Stasera si tiferà viola, ed è quasi un incubo per i sostenitori rossoblù che, non più di una settimana fa, avevano sperato in una vittoria juventina. Ma per continuare a vedere il Bologna in serie A, si è disposti a tutto, anche esultare in caso di vittoria di rivali storici. A prescindere da quello che succederà a Firenze, la testa dovrà essere totalmente rivolta alla gara contro il Catania: nelle scorse settimane si sperava che gli etnei arrivassero al Dall'Ara quasi in gita, ormai retrocessi sul campo. La realtà è invece che verranno a Bologna carichi e ancora fiduciosi nella salvezza, dopo la bella vittoria contro la Roma. Il Catania non ha mai vinto fuori casa in questo campionato, ed è bene che quello zero nelle statistiche non si trasformi in “uno” proprio domenica. In caso di sconfitta beh, è giusto che il Bologna saluti la serie A, senza mezzi termini. Nel frattempo, la società ha deciso di richiamare nuovamente più gente possibile allo stadio, regalando i biglietti per la gara. Il messaggio è chiaro, c'è bisogno del sostegno di tutti, e si vuole riempire il Dall'Ara. Sul fatto che la gente risponderà in maniera positiva all'appello, non ci sono dubbi. L'incognita è invece verso chi scenderà in campo, visto lo spettacolo che è andato in scena in questa stagione.

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