Oggi comincio col darvi una notizia clamorosa: anch'io, come ormai gran parte dell'entourage rossoblù, ho ricevuto un'offerta dalla Cina. Già: dopo aver portato in Oriente Diamanti e averci provato (senza successo) con Bianchi, è toccato pure a me incassare le lusinghiere avances di un club di cui preferisco non dire il nome. Lo scoprirete voi stessi quando, in attesa della deadline di chiusura del mercato, fissata in data 26 febbraio, sarete stanati in prima persona da qualche fin troppo ricco (a giudicare dalle sproporzionate offerte economiche) mister Yongzhuo. Non so voi ma io ho rifiutato di netto: l'amore per i colori rossoblù non ha prezzo, nonostante un San Valentino totalmente rovinato dal beffardo esito finale di Milan-Bologna. Proprio come nel girone d'andata, il confronto con la squadra meneghina è stato foriero del più classico dei rospi da mandar giù: il missile terra-aria di Balotelli (che, mi auguro, faccia queste prodezze anche nell'imminente Mondiale brasiliano) non ha lasciato scampo a Curci (incolpevole, checché se ne dica... ) e ha fatto venire in mente la traversa di Diamanti che all'ultimo secondo della partita di settembre chiuse ‘’degnamente’’ una delle amarezze più grosse della stagione. Il colmo lo si raggiunge proprio se si analizza la doppia sfida contro il Milan di un anno fa, che portò in dote al Bologna la miseria di zero punti, comparata con quella appena archiviata venerdì scorso che globalmente ha consentito alla truppa di Ballardini-Pioli di portare a casa almeno un mattoncino comunque importante nella corsa alla salvezza. Il bilancio è lievitato ma, paradossalmente, con esso i rimpianti: le due sfide contro i rossoneri potevano fruttare quattro o anche sei punti, se tutto fosse andato come doveva andare e come il Bologna avrebbe meritato (e c'è chi dice che siamo fortunati, guardando solo ai fatti di Torino... ). Come se non bastasse, il weekend è stato inguaiato ulteriormente dalle vittorie shock di Livorno e Catania che in un colpo solo hanno dimezzato il tranquillizzante tesoretto di quattro lunghezze che separava i rossoblù dalla zona retrocessione. Tutto ciò ricordando la prossima avversaria: la temibile Roma di Rudi Garcia, seconda forza del campionato e detentrice di un calcio tra i più convincenti d'Italia. Dalla nostra c'è che il Bologna adesso è una squadra che ha dimostrato di potersela giocare davvero con tutti e di poter anche sovvertire i più clamorosi pronostici. Basti pensare al comunque ottimo bottino rimediato nelle ultime due trasferte: al di là della beffa di Balotelli, penso che tutti noi avremmo firmato per portare a casa tre punti tra Torino e Milano. O forse anche qualcosa in meno. A proposito. Penso di sapere la causa della maledizione che quest'anno ha falcidiato il Bologna contro la squadra di Silvio. Tutto cominciò in estate, quando andai dal parrucchiere. Mentre costui tagliuzzava i miei capelli io smanettavo annoiata con il cellulare. Fu a quel punto che l'occhio di lince del novello Figaro partenopeo scorse il logo di una squadra di calcio che campeggiava tra le mie mani. Forse distratto, forse miope, commentò così con un ghigno soddisfatto: ‘’Ah, anche tu milanista! Brava!’’. Senza temere rappresaglie sulla mia chioma, gli feci notare che era sì la mia squadra del cuore ma che si trattava del Bologna. A giudicare dal suo sguardo turpe, che mal celava la sorpresa della scoperta del ‘’tradimento’’ da parte di una delle sue più affezionate clienti, fu proprio in quel momento che si scatenò la maledizione che ha accompagnato i rossoblù in entrambe le sfide. Per fortuna quest'anno non incontreremo più il Milan e, anzi, è ora di voltare subito pagina e cercare di compiere l'impresa di (almeno) non perdere contro la quasi invincibile Roma. Bisogna provarci per la classifica, che è tornata ad essere preoccupante. E, lancio un appello in diretta: cari Ballardini e soci, fatelo anche per me, per farmi festeggiare un compleanno almeno da ‘’salva’’ in classifica. Quante candeline spegnerò? Diciamo che condivido l'anno di nascita con un ‘’idolo’’ dell'attacco rossoblù. A voi l'immaginazione.

P.S.: Per la cronaca, da allora ho cambiato parrucchiere.

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