Allora, in via preliminare devo dirvi una cosa: preliminare. No, non sono impazzita, o almeno, non più del solito. La verità è che nell'immediata vigilia di Udinese-Bologna ho cercato di esorcizzare la paura per quella che si presentava come una partita proibitiva su un campo dove in Italia tutti faticano. Sì, in Italia, mentre in Europa, nei fatidici ‘’preliminari’’ che non piacciono a Guidolin (con immensa tristezza della moglie... ), i giocatori friulani cambiano connotati e assumono la stessa ‘’spavalderia’’ di Heidi in quell'episodio in cui per la prima volta scende dai monti e va in città. Ho recitato questo psichedelico mantra durante l'intera lunga vigilia della partita e ho sperato vivamente che i nostri beniamini scendessero al ‘’Friuli’’ con addosso la terza maglia, così, tanto per sembrare un'esotica squadra straniera e intimorire i padroni di casa. La verità? Non ce n'è stato bisogno: il Bologna, anche in consueta tenuta rossoblù, ha retto bene l'urto della temibile Udinese e sembrava un lontano parente della formazione timida vista nell'altra trasferta finora disputata. Tanta buona volontà, meccanismi difensivi apparsi più collaudati (a parte un paio di frittate), Curci in ottima giornata (come spesso accade contro l'Udinese) ma un'anemia dalla trequarti in su che sembrava vanificare i sogni di gloria di Pioli, ancora alla ricerca della prima vittoria in carriera contro il collega. Il sogno dell'allenatore parmense sembrava realizzarsi quando, nella ripresa, è salito in cattedra il piede sinistro di Diamanti che, ironia della sorte, fino a quel momento aveva pasticciato su vari palloni; onore ad Alino ma l'assist, anche a beneficio dei tanti appassionati di fantacalcio che ci leggono, va a Naldo. Sì, proprio quel Naldo che fino a pochi mesi fa indossava la nostra maglia e che, resosi conto dei suddetti problemi offensivi del Bologna, ha capito che l'unico modo per farci segnare poteva essere un calcio piazzato. Così, lui che aveva detto di voler entrare nella storia come sedicesimo brasiliano del club rossoblù, ha cominciato a pestare a più riprese il piedino del nostro numero 23. Ma, purtroppo, l'arbitro Doveri non si sa dov'era. All'ennesimo fallaccio anche il fischietto di turno, bontà sua, è stato quasi costretto a dover intervenire e proprio in quel momento ho capito che Naldo, colui che si fece raggirare come un birillo da Vucinic, ha finalmente realizzato il suo sogno disputando la sua miglior partita... con la maglia rossoblù! Le analogie con la terza giornata di campionato della scorsa stagione sembravano tante ma, purtroppo, sulla panchina avversaria stavolta non c'erano Zeman e i suoi proverbiali suicidi tattici e, soprattutto, nell'Udinese gioca un certo Di Natale, uno che ci segna sempre, figuriamoci stavolta che festeggiava la trecentesima gara in Friuli. E, infatti, puntuale come un brufolo sulla fronte nel giorno del proprio matrimonio, è arrivato impietoso il pareggio, con pieno merito, dei bianconeri. Morale della favola? Il Bologna, l'ultima squadra che aveva fermato l'Udinese in casa, prosegue la tradizione e strappa via un punto pesantissimo da uno dei campi più ostici d'Italia ma l'amaro in bocca per la seconda rimonta consecutiva patita si sente, eccome. Più dei due punti persi domenica, bruciano quelli lasciati sul prato del ‘’Dall'Ara’’, e in modo a dir poco rocambolesco, contro una Sampdoria tutt'altro che irresistibile. Ma la nota positiva è che il Bologna sta ingranando e va avanti, anche se a piccoli passettini, proprio come il ciclista che in montagna preferisce salire col suo passo piuttosto che correre troppo all'inizio e poi andare fuorigiri sul traguardo. Spero che il ‘’caro’’ Guidolin apprezzi questa mia digressione a due ruote tanto quanto io, per una volta, ho apprezzato una performance di un nostro ex, Naldo. La vita, in effetti, toglie e dà: abbiamo pianto per il gol capolavoro di Gabbiadini e un altro ex, appunto il brasiliano, ci ha dimostrato che non sempre bisogna strapparsi le vesti per chi va via dal Bologna. Doveva essere la giornata del debuttante Cristaldo e, invece, è stata la domenica di Alino featuring Naldo. E io voglio sempre un gran bene a chi, anche involontariamente, fa un piccolo grande piacere alla mia squadra. Dispiacerà mica al nostro numero 99 se, almeno per le 48 ore seguenti la partita, mi veniva da chiamarlo... CrisNaldo?
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