Andava tutto benissimo. L’Atalanta stava pressando più del Bologna, è vero, e Sorensen aveva regalato un filtrante meraviglioso a Marilungo che si era mangiato un gol davanti al portiere. Ma oltre a questo niente.
Poi al 73’ Brivio calcia da venticinque metri un tiro per nulla irresistibile su cui Curci va a terra rapido come un bradipo, ed è uno a zero Atalanta. Il portiere si lamenta assieme a Sorensen, qualcuno si è spostato, forse non l’ha vista partire. Va beh.
Tre minuti dopo però pareggia Bianchi (!), e tutto va di nuovo benissimo. Pure meglio di prima, perché sono passati altri minuti e sto puntaccio sembra ormai cosa fatta. Anzi, aspetta che forse diventano tre: guarda che cross di Diamanti per Garics, dai… no, peccato. Per il terzino bonus esaurito contro il Cagliari, ma pazienza: va bene così.
Invece proprio per nulla. Perché al 93’ Livaja si accentra e da fuori area tira una botta centrale e a mezz’altezza sulla quale Curci si siede, permettendo così che il pallone del due a uno gonfi la rete. Nessuna protesta stavolta, nessuna incazzatura. Colpa sua. Punto.
Peccato, perché altrimenti sarebbe stata una giornata nel complesso positiva. Col pareggio avresti portato a quattro i risultati utili consecutivi, saresti stato a più due sulla zona retrocessione, e avresti potuto festeggiare a dovere il primo gol stagionale di Rolando Bianchi, con la sua stupenda e incontenibile esultanza. Niente di tutto ciò. Lo spirito con cui si affronteranno le due settimane di sosta sarà diverso, mesto, e non ne avremmo avuto bisogno.
Curci è questo e lo abbiamo sempre saputo, inutile cadere dalle nuvole: vive di alti e bassi, se in una partita è impenetrabile nelle altre due potrebbe fargli gol anche Crisantemi. Era imbattuto da circa trecentocinquanta minuti e ha scelto lui quando fermare il timer. La stagione scorsa, difficile sul piano fisico, era stata invece sufficiente a livello di prestazioni. Purtroppo si è trattata della classica eccezione che è andata a confermare una regola che a Siena e soprattutto Genova (sponda blucerchiata) conoscono bene.
Forse, però, non la conosceva la società del Bologna, che l’ha confermato dopo aver ricevuto le dovute garanzie fisiche, che a quanto pare erano corrette, senza però riflettere a sufficienza su quelle tecniche. E, in più, non cautelandosi a dovere sulle seconde scelte, le stesse della stagione scorsa: un annus horribilis per il ruolo del portiere. Un’altra decisione errata di questa dirigenza, quindi? A mio parere sì. Decisamente sì.
Già un mese fa Pioli sembrava intenzionato a togliere il posto da titolare a Curci in favore di Stojanovic, ma l’infortunio alla mano dell’austriaco bloccò tutto. Quattro le settimane di prognosi, che terminano proprio in questi giorni. "Le gerarchie sono momentanee" è uno dei credi del mister, un mister che ci ha abituato a cambiare il numero uno nel momento in cui meno ce lo aspettiamo. Vediamo se stavolta lo farà quando lo faremmo tutti.
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