Caro calcio, io ti odio. Non mi vengono altre affermazioni, più incisive, in questo preciso momento storico. Ti odio perchè distogli l'attenzione. Perchè vivi in un altro mondo. Perchè sei una gran bolla di sapone. Perchè sei finto e superfluo e invece ti vendono come vero e necessario. Perchè prima era una battuta - che nei cassetti delle federazione c'erano già scritti i verdetti delle stagioni. E ora, in questo Paese sempre più allo sbando e sempre più incapace di distinguere tra torto e ragione, cominci a pensare che sia stato sempre così. Ti odio perchè incarni per molta gente la speranza, l'illusione di una rivincita, persino sociale. Sei stato rivalsa, forse, quando le Piccole potevano giocarsela con le Grandi e il Sistema era uguale per tutti. Oggi il dio Denaro ha prima di tutto spazzato via i princìpi morali. Fa il prepotente, dall'inizio. E' regola, persino televisiva. Ti odio perchè ci aspettiamo il colpo dell'ultima ora di mercato come se il nostro riscatto, quella di tutti i giorni, dipendesse dai piedi e dalle mirabilanti avventure di un uomo con le scarpe bullonate. Ci distraggono e intanto là fuori ti strozzano di oneri e azzerano gli onori, pongono regole e scadenze coloro che non hanno la benchè minima coscienza di cosa sia una regola da rispettare. Ti odio perchè ci anestetizzi. Conta solo la domenica, il tuo pil, le partite, ha lo stesso appeal del prodotto interno lordo del Paese. Partite sempre più noiose, ma alla gente cosa gliene frega? Conta alzare una sciarpa, sfidare il sistema con uno striscione, magari indignando i benpensanti, e farsi gioco delle intemperie a torso nudo. Ti odio perchè incarni un amore spesso non ricambiato. E intanto la realtà te la sfilano di tasca, mentre fai la voce grossa contro l'arbitro o i nemici storici, dimenticando di incazzarti in difesa dei diritti più elementari: il diritto al lavoro, ad avere rappresentanti onesti, a dare una speranza ai figli. Ma no, tu porti sui gradoni parole importanti - dignità, rispetto, orgoglio e persino vergogna - e poi? Poi vedi le stesse parole ardere ovunque. Basta guardare i falò che mostrano al telegiornale. Si, maledetto calcio, oggi, giorno di chiusura del cosiddetto calciomercato, sono avvelenato. La squadra del cuore è alla canna del gas. Il silenzio di lunghi giorni è stato pesante. La soluzione? Iscrivere il Bologna all'Isola dei famosi, molte prove di sopravvivenza, chieste ad attori spacciati per vip. Si potrebbe dire che il Bologna ci assomiglia più di altri marziani... e invece no: i "calcio-attori", protagonisti o comparse che siano, vivono ai confini della nostra realtà.
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