Quando ormai mancano circa 3 giorni al delicatissimo lunch-match di domenica contro il Genoa, che con grosse probabilità deciderà il destino di Pioli, gli interrogativi nelle teste dei tifosi rossoblù sono tanti, tantissimi. Quella in corso è una stagione nata male e che si sta evolvendo ancora peggio, con un Bologna penultimo e mai con così pochi punti dalla stagione 1990/91 dopo 16 giornate. Mica una manciata di partite, è quasi finito il girone di andata e l'ingranaggio rossoblù fatica ancora a girare. In un arco di tempo così ampio, c'è spazio e modo per analizzare i tanti problemi che affliggono l'undici rossoblù. Le statistiche a volte possono risultare noiose, ma spesso rivelano delle verità celate e aiutano a capire dove meglio lavorare per “uscire dal tunnel”, tanto per citare Caparezza. Con un ventaglio ampio di scelta, mi sono concentrato su una questione che ormai da un po' di settimane mi affliggeva, e incuriosito mi sono messo a fare delle ricerche per capire se sia solo una mia impressione o se effettivamente il problema sussiste. Di cosa sto parlando mai, direte voi. E avete ragione. Mi spiego subito: a mio modestissimo parere, Panagiotis Kone rende meglio quando agisce da trequartista o, più in generale, in posizione centrale, mentre fa più fatica sulla fascia, nonostante una buona propensione alla corsa. Ed effettivamente, i numeri che sono venuti fuori dalla mia indagine hanno confermato i miei sospetti.

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Andando con ordine, e prendendo come modello di riferimento i voti offerti dal portale Fantagazzetta.com, si evince che la media voto di Pana in queste prime 15 partite (era squalificato contro il Milan) si attesta su un bel 6 pieno. Ma è facendo la distinzione tra impiego in zona centrale e sulla fascia che emerge la differenza.

Il n.33 ha giocato 5 partite sulla fascia destra, contro Napoli, Sampdoria, Roma, Juventus e Fiorentina, variando diversi moduli e mettendo a segno un solo gol dei 4 sinora realizzati, al Dall'Ara contro la Samp con una bellissima rovesciata “alla Kone”. Media voto: 5,8.

10 invece gli incontri disputati in zona centrale, da interno di centrocampo o da trequartista, rispettivamente contro Udinese, Torino, Verona, Sassuolo, Livorno, Cagliari, Chievo, Atalanta, Inter, Parma. Bottino collezionato di 3 reti e una media voto decisamente migliore, pari a 6,1. Se poi si analizzano le sole prestazioni da trequartista puro, il dato è ancora più eclatante: 2 partite (Cagliari e Parma, entrambe in trasferta) e 2 gol, MV 7,25.

Il cambio di ruolo però sembra giovare non solo al centrocampista ellenico, ma alla squadra intera, la cui media punti è nettamente diversa a seconda delle situazioni: un misero 0,2 se Panagiotis si piazza sull'esterno, 1 punto a partita se invece agisce per vie centrali.

Questo è solo uno dei problemi che affliggono il Bologna allo stato attuale, e forse nemmeno il più grave, ma fatto sta che mette in risalto lo stato di confusione in cui versa ormai Pioli: da uno come lui, mi aspetto attenzione su questi particolari, e non l'utilizzo dell'ex Brescia come ala nel 4-2-3-1 - nelle ultime due sfide alla Juve e alla Fiorentina-, subito dopo le ottime prestazioni offerte contro Inter e Parma da mezz'ala e da trequartista.

Ah, dicevamo appunto di Pioli e della sua panchina bollente. Se domenica perde, lo sanno anche i bambini che salta e non arriverà al panettone. Tra i tanti nomi che circolano, uno in particolare mi ha lasciato perplesso: Zdenek Zeman. Allenatore che conosco benissimo per aver seguito da attento spettatore la stagione del Pescara dei miracoli, ma che (con tutto il rispetto) non ritengo assolutamente adatto per il Bologna in questo momento. Provo a darvi due giustificazioni, una scontata e quasi banale, l'altra derivante da una mia personalissima considerazione: in primis, il fattore difesa. Tutti conosciamo la (non) fase difensiva applicata dalle squadre di Zeman. E in una squadra come quella rossoblù, la cui retroguardia fa già acqua manco fosse uno scolapasta, servirebbe un allenatore un tantino più prudente. In secundis, il boemo è sì abituato a piazze anche più piccole di Bologna, allo stesso tempo però è rimasto parecchio scottato dalla sua ultima esperienza alla Roma, quando pensava di essere finalmente pronto a guidare una big dopo una vita passata in provincia. Dovrebbe dunque riadattarsi ad una realtà meno importante, e potrebbe far fatica nel compiere questo passettino indietro. Sullo spettacolo invece, nulla quaestio.

Dunque, dopo tutte queste parole (e soprattutto numeri), vi lascio col mio slogan: per un Bologna migliore, io voto Kone trequartista e dico no a Zeman.

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