L'abbiamo ripetuto troppe volte: al Bologna serve un progetto. I pessimi risultati ottenuti nelle prime quattro giornate di campionato ne sono la prova lampante. Siamo la nona società come monte ingaggi, ma il nostro obiettivo è arrivare diciassettesimi. Qualcosa non va. Diamo atto al Presidente di aver investito tanti milioni nel Bologna e soprattutto di aver salvato il club dal fallimento insieme agli altri soci (Zanetti compreso). A quanto pare il Bologna in questi anni ha coperto gran parte dei debiti accumulati dalle gestioni precedenti, ha avviato trattative con i creditori per prorogare e rateizzare le scadenze, migliorando sostanzialmente una situazione debitoria in capo alla società. Inoltre Guaraldi si è lanciato nel progetto del Centro Tecnico per dotare il club di una nuova casa, che possa rilanciarne l'immagine e migliorarne la gestione. Tale progetto, se da un lato graverà il club di un mutuo per un numero imprecisato di anni, dall'altro lo libererà dai costi dell'affitto di Casteldebole (a fondo perduto). Se ci si limita a guardare i fatti in questo modo, si può pensare che il Presidente abbia fatto un ottimo lavoro. Purtroppo però questa non è una società normale, dove il miglioramento dei conti coincide con i risultati. Questo è il calcio. Nel calcio c'è il pallone, che solo per il fatto di essere rotondo (in realtà è sferico ma si dice così), a volte ci dimostra come anche un buon investimento possa fallire e come un pessimo progetto possa ottenere buoni risultati, perché la componente dell'imprevedibilità in questo gioco è fondamentale. Ecco perché il compito di una società seria, che voglia rimanere a lungo in serie A, è quello di tutelarsi da eventuali imprevisti. Guaraldi per il secondo anno di seguito ha scelto la strada dell'azzardo, smembrando in gran parte la squadra dello scorso anno (quando invece si era paventato di mantenerne l'ossatura), riducendo all'osso il numero di giocatori futuribili, continuando nella politica dei prestiti e soprattutto spendendo un'esagerazione di denari per gli ingaggi. La rosa allestita per quello che costa dovrebbe dare garanzie di una salvezza tranquilla, ma in realtà non è così perché al momento non appare tanto superiore alle rivali, mostrando problemi in ogni settore del campo.
Se tutto andrà bene come si spera, anche quest'anno Pioli riuscirà a trovare la giusta alchimia e a dare quella continuità di risultati, fondamentale per uscire dalle zone calde della classifica. Però si rischia, come l'anno scorso e forse di più, si rischia perché non si ha margine: questa è una squadra che si salverà se le cose andranno bene, ma se le cose dovessero andare male, rischia di retrocedere. Quello che risulta difficile da capire è come si possa ogni anno giocare d'azzardo in questo modo, con il destino di un club prestigioso come il Bologna. Ritengo che il lavoro svolto da questa società sia in parte apprezzabile, ma al tempo stesso la completa mancanza di lungimiranza costringe il club ad essere legato a doppio filo ai risultati sportivi, con il rischio che tutto ciò che è stato fatto di buono per risanare i conti, verrebbe cancellato da un'eventuale retrocessione. A cominciare da stasera sarebbe il momento di cominciare a vincere, per allontanare certi brutti pensieri che ovviamente, soprattutto ad inizio stagione, fanno capolino quando si parte così male. In questi due anni si è scelto di non avere un uomo di mercato e ovviamente dal mercato non è arrivato nessuno di interessante. E nemmeno Kone, come sostiene invece il Presidente, può essere considerato un vero colpo di Zanzi, poiché essendo arrivato l'ultimo giorno utile del mercato, la trattativa appare essere stata più casuale che cercata, appare più un colpo di…. Va beh speriamo di averne stasera e nel resto del campionato, altrimenti siamo nella…..
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