Che il Bologna sia diventata materia per cani e porci... lo viviamo amaramente sulla nostra pelle, noi che ci stiamo ritagliando un futuro da santi. Come dice Giorgino Comaschi siamo in procinto di festeggiare mezzo secolo che non vinciamo più nulla. Di importante, almeno. In cinquant'anni siamo passati da una squadra che giocava come in Paradiso a una tifoseria da Paradiso. In campo, invece, è un inferno. Chi scrive le cronache? Si tratta di buoni diavoli, accusati di essere filogovernativi e troppo accomodanti... in realtà, semplicemente consapevoli che il potere della critica, quella costruttiva e non becera, non esiste più. Cani (Gunther) e porci senza ali: ecco il nostro presente. La Zanetteide continua, e chissà dove sono finiti i Macao-meravigliao, e Tac Tac (Tacopina e Taci) e quant'altri nelle scorse estati hanno animato le nostre illusioni. Per ora il solo slogan che inquadra l'attesa del bolognese è quello di una famosa pubblicità per la ricrescita dei capelli: ho fatto, ho fatto, ma non ho visto nulla. Scrivere oggi di quello che riserva il futuro del Bologna è come sottrarre a donna Zobeide la sfera di cristallo! Quien sabe... Ci sono però alcuni consigli utili. Che vale la pena di spendere.
1. Agli attuali dirigenti. Sarebbe opportuno non perdere tutto il tempo che si è perso negli anni passati. Per effetto del mondiale, indubbiamente, i tempi per fare il mercato slitteranno. Bene: che il futuro societario sia tracciato in tempi brevi è non auspicabile, ma imperativo! Se qualcuno intende veramente rilevare la società, lo faccia presto. Quello che conta è che il futuro prossimo venturo venga impostato in tempi stretti, in modo da avviare un piano industriale credibile e serio.
2. Quindi è importante mettere nero su bianco circa le scelte del nuovo ds e del nuovo allenatore. Elemento fondamentale, ma è limpido come l'acqua, per avviare il rilancio.
3. Già impazzano su Facebook i primi nomi di mercato. Cacia per esempio, messo in vetrina da Di Marzio e dal suo amico procuratore Francesco Romano. Io non ci credo. Dico secondo me come stanno le cose: Cacia fa sapere che Bologna sarebbe di suo gradimento. Grazie. La formula del giornalistetto furbetto non coglie tutti impreparati. Mi espongo? Ma come si fa, infatti, a dare per fatta un'operazione tecnica, adesso? Quale ds l'ha avallata? Quale allenatore l'ha suggerita? Chi ha chiesto Cacia, forse il magazziniere? Dunque i procuratori e i loro portavoce si diano una calmata, rispettino il Bologna! Ci facciano un piacere e vadano a giocare altrove.
© RIPRODUZIONE RISERVATA