C'è stata una cosa che è passata inosservata agli occhi di tutti, esclusa la sottoscritta che probabilmente ha una visione più completa delle ciarle sportive nazionali: durante la settimana che ci ha visti intenti a sperare in qualche colpo di mercato (o almeno nella non cessione dei migliori) è partita una strana campagna mediatica, da me ribattezzata ‘’Salvate il soldato Guidolin’’. Si diceva infatti che qualora l'Udinese avesse perso a Bologna, raggiungendo la quota record di cinque KO consecutivi, quasi sicuramente sarebbe saltata la testa dell'allenatore veneto. Un'eventualità, questa, che nessuno avrebbe voluto: dai mass media, tutti pronti a ribadire l'auspicio di rinascita della squadra friulana, arrivando fino a Gianpaolo Pozzo, il patron della stessa. Succede così che l'omonimo del presidente, Gianpaolo Calvarese, arbitro dell'anticipo di Serie A, dopo dieci minuti spiani la strada agli ospiti concedendo loro un rigore generoso, uno di quelli che sarà giustificato con il più classico dei ‘’il contatto c'è stato’’. Frase ovvia, considerando che si sta parlando di calcio e non di pallavolo. Sul dischetto s'è presentato Di Natale che, come sempre, segna contro il Bologna. A tal proposito apro una parentesi. Qui nei bar dello sport di Napoli da un po' di tempo si mormora che il buon Totò quando deve venire a Fuorigrotta per affrontare la squadra della sua città, ‘’stranamente’’, incappi in strani quanto passeggeri infortuni. E' solo una chiacchiera maliziosa, avvalorata da tante ‘’coincidenze’’, ma qualora le cose stessero così, avrei un motivo in più per sperare che l'asso dell'Udinese si ritiri davvero a giugno: in primis, in ogni ambito della vita sociale, faccio sempre il tifo per i giovani e, last but not least, i professionisti a ‘’gettoni’’ non mi piacciono. Tornando ai fatti dello scorso 1° febbraio, ricevuto il pacco dono da Calvarese, l'Udinese ha poi trovato pane per i propri denti, essendo una squadra votata essenzialmente alla sagace arte del contropiede, soprattutto fuoricasa. Ma tra il rigore e la rete a tempo scaduto, che ha di fatto chiuso i giochi, è successo qualcosa. Si potrebbe obiettare che il metro di giudizio del fischietto abruzzese sia stato all'insegna della severità, se solo avesse punito situazioni analoghe al fallo di Pazienza. Chiedere a Kone e, soprattutto, a Moscardelli. Morale della favola? Dopo i fasti di Catania (gol in fuorigioco + altro rigore alla ‘’volemose bene’’) un altro scontro salvezza è stato molto influenzato dall'arbitraggio. Se allora ci fu il lecito risentimento sulla prestazione orribile del Bologna, stavolta scatta l'allarme. Sarà che sono ancora freschi nella memoria i ricordi dell'ultima retrocessione ma io piango, detta alla Mazzarri. Vedo troppa gente non farlo, a cominciare dai tesserati per poi arrivare ai tifosi. Ci si sta ammalando della sindrome del ‘’cornuto e contento’’, ovvero colui che anche al cospetto delle ingiustizie più clamorose si sentirà comunque colpevole e, come tale, degno di punizioni divine. A proposito. L'unica nota positiva dell'increscioso weekend appena alle spalle è proprio che il Bologna al momento è più caro agli Dei del calcio che agli addetti ai lavori: grazie a una serie di risultati fortunosi dai campi delle dirette concorrenti, incredibilmente i rossoblù ad oggi sarebbero ancora salvi. Insomma, basterebbe poco per salutare la compagnia delle pericolanti. A cominciare dal cercare di uscire vivi dal terribile imminente calendario. Ce la faranno i nostri eroi a non perdere contatto dal treno per la salvezza dopo le sfide contro Torino, Milan, Roma e Verona? La bella notizia è che quasi tutti i suddetti incontri si disputeranno fuoricasa. No, non ho sbagliato. Al momento al ‘’Dall'Ara’’ c'è una cappa di negatività che se non è responsabile dell'attuale situazione di certo non aiuta, anzi. Perdurano le polemiche sul tema che ben conosciamo. Da una parte Morandi viene accusato di gettare... merla sulla sua città. Dall'altra ci sono le lenti di ingrandimento che ormai fanno un caso nazionale su tutto. La mia opinione? Il Bologna è nella... merla e per quanto mi riguarda, sogno ancora il giorno in cui saremo sui giornali per fatti successi sul campo da gioco, non altrove. A cominciare dalla figura di... merla del caso Ibson, con il nuovo acquisto brasiliano che è stato lasciato solo all'aeroporto di Roma, senza nessun tesserato del Bologna ad accoglierlo. A saperlo, ci avrei pensato io. Nel lungo viaggio in macchina avrei avuto tempo e modo di spiegargli cosa gli aspetta... Insomma, i giorni della merla, per tradizione ritenuti i più freddi dell'anno, sono passati. Spero che con essi venga archiviato anche tutto ciò che di negativo circonda il Bologna: dalla soap opera tra Morandi e la curva fino ad arrivare agli arbitraggi infelici, senza dimenticare i mesti risultati sul campo o le gaffe societarie. Come dire? Ce n'è già troppa sul nostro Bologna, di ‘’merla’’.
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