Giorni di neve, di bianche coltri scese a coprire vicende sempre più cupe. È tempo di liquidazioni, di scambi economici tortuosi e poco convincenti. Di un profilo societario che si fa sempre più difficile da cogliere. Di una strategia probabilmente mal organizzata, di certo mal comunicata. Non ancora riavuti dall'esperienza sgradevole di veder giocare Portanova con addosso il rosso e il blu in bande decisamente troppo larghe, è arrivata prima l'indiscrezione di stampa, con le consuete smentite, sulla prossima partenza del giovanissimo talento del vivaio bolognese, Capello. Poi, in un susseguirsi disarmante, si è assistito al mancato rinnovo contrattuale di Perez, che forse vorrà sapere dove andrebbe a vivere prima di decidere se sposarsi. Infine è stata la volta di Diamanti, non bastasse vendere un capitano per sfasciare lo spogliatoio. Guaraldi avrà le migliori intenzioni, questo non lo so, ma ci vuole talento a complicarsi da vivere così.

E fuori nevica. Meno di un mese, sarà primavera. L'ultima notizia di cronaca racconta di un certo gruppo interessato a rilevare la società. Capitali arabi, emiri generosi, monete spendibili per la fantasia. È straordinario come a Bologna ci si sia abituati a questa giostra. Ricordava l'ottimo intervento di Marco Vigarani su TMW come da queste parti, in meno di cinque anni, siano passati tre notabili di spessore come Tacopina, Taci e Porcedda. Per non parlare delle promesse, quelle più consistenti, dei Zanetti e dei Volpi, tutti per qualche ottima e sconosciuta ragione tenuti fuori dal portone.

Sappiamo che il calcio si potrà riscattare. Questa moderna Araba Fenice, ci sorprenderà ancora e si risolleverà dalle ceneri. Ma il fatto che qui a Bologna la metamorfosi della rinascita si riesca sempre a guardarla solo dal basso, questo fa riflettere.

Intanto domani la neve potrebbe regalarci una domenica di pausa. Restare sospesi a volte fa bene. Ci consoleremo con un buon libro, un bel film al cinema o qualche attività riparativa. Aspetteremo insomma di vedere in primavera, quando arriverà la primavera, quanto "araba" sarà la nostra Fenice.

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