Se non stessimo parlando di Bologna, questo tira e molla tra Guaraldi e Zanetti, si rivelerebbe una sofferenza inaudita per tutti i tifosi. Ma in questa città siamo abituati a situazioni del genere: da Del Vecchio a Taci, da Tacopina a Volpi, quante estati abbiamo trascorso tra speranza e delusione? Con il tempo abbiamo imparato a non farci assalire dall'entusiasmo e a non crearci troppe aspettative, perché in varie circostanze abbiamo visto sfumare le occasioni della vita e siamo rimasti scottati. Ecco perché soffriamo dentro, ma non lo esprimiamo, non ne parliamo e cerchiamo di non pensarci.
Siamo arrivati al dunque e, dopo tre anni, Guaraldi non vede l'ora di mollare una patata bollente, che ormai gli sta ustionando le mani. Dall'altra sponda del fiume, Zanetti avrebbe tutte le potenzialità per addossarsi il debito, rimediando a tutti gli errori compiuti dall'attuale presidente, ma se ne guarda bene (a mio avviso giustamente) e con il suo staff, sta vagliando tutte le possibili alternative: probabilmente, nel caso in cui decida di entrare, lo farà scegliendo la strada meno onerosa per le sue tasche.
Nel frattempo Guaraldi, con le spalle al muro, si muove per rendere il club più appetibile, cercando di abbassare quel monte ingaggi che (nonostante alcuni contratti siano in scadenza) rimane troppo oneroso. Gli ingaggi, il nostro fardello, quella cambiale che ogni tre mesi prosciuga le misere casse della società, quella variabile che Zanzi (alias il mago dei conti ) è riuscito addirittura a livellare verso l'alto, anche nell'anno della retrocessione. Abbassare questa voce di spesa è fondamentale, sia per Guaraldi, che per qualsiasi eventuale nuovo proprietario, perciò nell'immediato è importante concentrarsi su questo aspetto, poiché le sorti del club passano anche e soprattutto da lì. Speriamo quindi che il buon Filippo Fusco riesca a limare il più possibile e a portare a casa qualche risultato, altrimenti Zanetti potrebbe anche decidere di defilarsi ed il baratro si avvicinerebbe ulteriormente.
Analizzando i dati della Serie A appena conclusa, possiamo notare come le uniche squadre che hanno un segno negativo, nel rapporto tra punti fatti e monte ingaggi, sono: Juve, Milan, Inter, Roma, Lazio e Bologna. E' facile capire dove risieda l'anomalia. Durante la gestione Zanzi si è riusciti addirittura a formare un rapporto inversamente proporzionale tra monte ingaggi e risultati sul campo: più il monte aumentava, peggiori erano i risultati sul campo. Ecco perché ora ci ritroviamo in serie b e la nostra situazione finanziaria è a dir poco complicata.
Mala gestione, mancanza di un progetto, improvvisazione: sono questi gli errori fatali commessi da questa società. Errori che oggi hanno portato il club ad un bivio tra sopravvivenza e fallimento. Nonostante da più parti arrivassero moniti ed avvertimenti, nonostante da tempo si evidenziasse una sostanziale mancanza di progettualità e programmazione, chi doveva ascoltare non lo ha fatto.
In realtà credo che gli errori di Guaraldi partano proprio dalle sue assolute certezze: era sicuro di essere il più furbo e di riuscire in qualche modo a sopravvivere in Serie A, senza aumenti di capitale e senza uomini di calcio al suo fianco. Forse, se avesse ascoltato le tante voci che dall'esterno lo invitavano a cambiare rotta, oggi non ci ritroveremmo in questa condizione.
In ogni caso adesso le parole stanno a zero, perché è giunta l'ora di pagare dazio e sicuramente l'esperienza da presidente per Guaraldi si rivelerà costosa ed poco gratificante. Anche nel caso in cui Zanetti decidesse di entrare, lo farebbe per salvare il club e non per coprire le spalle a colui che l'ha portato in b, cedendo tutti i pezzi migliori.
Credo che nella vita chi sbaglia debba pagare e Guaraldi non ha solo sbagliato, ma ha soprattutto perseverato nei suoi errori. Può dispiacere dal punto di vista umano, che uno dei principali salvatori del 2010, possa rimetterci tanti capitali e possa veder danneggiata la propria immagine, ma credo che questa situazione se la sia ampiamente cercata ed oggi, purtroppo per lui (e per noi), ne paga le conseguenze.
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