Oggi Pioli e i suoi ragazzi hanno una missione importante sul campo del Catania, ma domani Guaraldi e i suoi compagni d'avventura ne hanno una ancora più decisiva per il futuro del Bologna. Il tempo delle chiacchiere infatti è finito ed è giunto quello in cui mettere mano al portafoglio per sottoscrivere l'aumento di capitale deliberato e approvato due mesi fa. Nessuno sarà obbligato a farlo e bisogna subito precisare che bruciare del denaro in un gioco costoso come il calcio non è sicuramente un investimento consigliabile in tempo di crisi. Il problema è che due anni fa nessuno obbligò i protagonisti della salvezza economica del club a prendersi questa responsabilità e che forse la maggior parte di loro sperava che in questa impresa meritoria gli onori superassero di gran lunga gli oneri. Per qualche mese il clima di amicizia e condivisione tra i soci (almeno dopo l'uscita di scena di Zanetti) ha fatto sperare ai tifosi di aver davvero trovato una nuova forma di proprietà allargata in grado di dare stabilità al futuro del Bologna. Tanti piccoli e medi imprenditori stavano lavorando insieme con quote diverse ma con la stessa intenzione e per la città sembrava iniziare una fase inedita dell'ultracentenaria storia rossoblu. Peccato che ben presto le individualità e gli interessi dei singoli abbiano preso il sopravvento sul senso comunitario e si sia tornati passo dopo passo verso un solo padrone. Guaraldi oggi ha la maggioranza delle quote del Bologna (anche se alcuni soci lamentano di non essere stati ancora liquidati) però non può e forse neanche vuole prendere sulle sue spalle il peso dell'intera società. Per questo motivo fanno ancora parte del gruppo numerosi piccoli soci che a metà dicembre sono stati chiamati ad aumentare il loro impegno economico nel club proporzionalmente alla propria percentuale e in modo assolutamente volontario: l'aumento di capitale potrà infatti raggiungere al massimo i sei milioni di euro ma nessuno avrà l'obbligo di partecipare. Il tempo utile scade domani ed in questi due mesi il fronte dei fedelissimi di Guaraldi sembrava essersi ulteriormente ridotto a causa di numerose divergenze di vedute sul presente e sul futuro della società ma anche grazie alla presenza sempre incombente di Zanetti. La vera novità degli ultimi giorni è che però sembra esserci stato un riavvicinamento di alcuni soci alla posizione del presidente rossoblu nonostante una popolarità presso il pubblico ormai ai minimi storici. La giornata di domani sarà importante non tanto per un aumento di capitale che nella migliore delle ipotesi sarà minimo, ma piuttosto per avere un quadro chiaro delle dinamiche interne alla compagine societaria. In pratica il presidente Guaraldi potrà fare la conta di quanti gli sono rimasti fedeli e quanti invece hanno la valigia in mano. Tra poche settimane infatti chiunque faccia parte del gruppo avrà la possibilità di coprire le quote di chi non ha aderito all'aumento di capitale e quindi un socio interessato al colpo di mano (facciamo il nome di Zanetti) potrebbe raccogliere una buona percentuale della società e insidiare senza però superare la maggioranza detenuta da Guaraldi. A quel punto lo scenario muterebbe ancora e si potrebbe andare verso un epilogo a sorpresa entro l'estate.

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