Ieri sera, di ritorno da un calcetto con amici, ascoltavo un po' di musica durante la doccia, pratica probabilmente comune a molti di voi (l'ascoltare musica, non la doccia, sia chiaro!), pensando nel mentre a cosa raccontarvi in questo editoriale. Il caso ha voluto che in questo periodo io sia fisssato con la canzone “Eye of the tiger”, conosciuta ai più grazie al celebre film “Rocky 4”, che tradotta in italiano così, nuda e cruda, si legge “L'occhio della tigre”. E proprio pensando alla tigre, mi sono venute in mente varie cose come la savana, il safari, e... Stefano Pioli! Ricorderete infatti le dichiarazioni del mister di questa estate, quando raccontava del safari vissuto durante il quale “ho osservato quanta attenzione, cura e determinazione mettano i leoni (ok erano leoni e non tigri, ma il concetto è pur quello) nella caccia e ho pensato alla mia squadra”. Da qui, poi, il diktat per la stagione che ancora doveva cominciare: “Meglio essere predatori che prede, meglio attaccare che difendersi, poi se arriva un elefante si può sempre scappare”. Vero è che la squadra non era proprio quella, con un Taider in più e un Cristaldo e Laxalt in meno, con Perez ancora incerto sul suo futuro. Ma su queste tematiche abbiamo già sprecato fiumi di parole, per cui mi sembra inutile insistere. Vorrei invece soffermarmi su quanto sia cambiata la situazione dopo soli 2 mesi di stagione vera. Sono bastate appena 8 partite di campionato per cambiare le carte in tavola, per passare da “predatori” a “prede”. Perfino gli avversari che sulla carta avrebbero dovuto essere sbranati dal Bfc si sono rivelati cacciatori implacabili. E, dispiace contraddire il mister, gli elefanti son già passati e hanno lasciato segni profondi sul malcapitato Bologna, che a stento si tiene in vita: Napoli, Torino, Roma, Verona e Sassuolo hanno infierito, chi più chi meno, mentre Sampdoria, Udinese e Milan non hanno fatto troppo male ai ragazzi rossoblù. Domani al Dall'Ara arriverà il Livorno, che ben aveva iniziato questo campionato ma che ora pare in difficoltà. L'occasione è di quelle ghiotte, oltre a essere una delle ultime, per ribaltare la situazione e cominciare finalmente a fare i leoni, così come Pioli aveva sperato già dal raduno. Le possibilità ci sono tutte, fondamentale però sarà evitare gli errori commessi in questo primo scorcio di stagione, in particolare: 1) non prendere gol nel primo quarto d'ora; 2) giocare con un atteggiamento grintoso e propositivo già dal fischio d'inizio, senza la necessità di prendere uno sberlone prima di svegliarsi. Il Bologna di Reggio Emilia post 0-2 può essere indicativo in questo senso, può aver in qualche modo indicato la via da seguire per uscire dal periodo buio e soprattutto dai bassifondi della classifica. Sono straconvinto che il match di domenica pomeriggio dirà tutto o quasi sul futuro di Stefano Pioli sotto i portici: se vince, resta aggrappato alla panchina portandosi dietro ancora un po' di scetticismo; se perde, molto probabilmente invece saluterà. Non credo che questa volta la buona prestazione e l'impegno possano bastargli per ottenere la conferma, come successo dopo la partita col Sassuolo. Se pareggia, invece, è un bel rebus, con l'impressione che in quel caso potrebbe succedere davvero di tutto. Intanto, mentre il pezzo è quasi finito, mi convinco ancora di più della bontà della mia scelta musicale. In effetti, riflettendo un attimo sul testo, mi accorgo che molte parti possono essere riadattate al contesto rossoblù. Vi faccio qualche esempio per rendervi l'idea: Pioli è “solo un uomo con la sua voglia di sopravvivere (sulla panca felsinea); il sentimento che si vive attorno e dentro al Bologna non è altro che “il fremito del combattimento che cresce per la sfida con il nostro rivale”; e infine, i giocatori rossoblù devono ricompattarsi “per uccidere abilmente per sopravvivere”. E allora animo Bologna, tira fuori orgoglio e determinazione e fai vedere che la parte del leone puoi farla benissimo, o meglio puoi cominciare a farla sin da domenica. Poi sarebbe troppo tardi, soprattutto per il mister che a quel punto potrebbe davvero abbandonare Casteldebole, magari pensando tra sé e sé “ho fatto il mio tempo, ho avuto le mie occasioni”. Se così sarà, lo invito a casa mia, ci consoleremo magari riascoltando “Eye of the tiger”.

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P.S. - Volevo ringraziare tutti voi che, sempre più numerosi, avete seguito le prime dirette testuali delle partite del Bfc e i relativi pezzi post-partita. Il vostro affetto mi dà una carica immensa per continuare a lavorare e crescere giorno dopo giorno. Appuntamento intorno alle 14.15 per Bologna-Livorno, non mancate!

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