“Dai cinno, svegliati! Sono già le nove e stamattina lo porti a spasso te il nonno che io ho da sgurare i pavimenti”. Così cominciò la giornata di Giacomino in un tranquillo sabato di fine Estate: sollecitato dalla madre a far da badante a nonno Emilio… che da quando aveva avuto l’ictus era un po’ rincitrullito ma ancora desideroso della quotidiana passeggiata sotto i portici.

Si fermarono al Bar della Sbagiuzza, zona Cirenaica: cornetto-cappuccino per due e l’immancabile Stadio da sfogliare.

“Vedi nonno – esordì il giovanotto, così, ad alta voce, quasi a voler coinvolgere maggiormente l’antenato – con gli acquisti di Mantovani e Cristaldo, Pioli si è aperto una strada”.

L’espressione di Emilio rimase immutabile, concentrata sulla non facile impresa (viste le condizioni non ottimali) di tocciare la punta del cornetto senza far tracimare la bianca coltre di schiuma che barcollava sull’orlo della tazza.

“Si! Perché ora può usare la difesa a 3 o trasformare il 4-2-3-1 in un più solido ma contemporaneamente ficcante 4-3-1-2, irrobustendo la mediana, garantendosi il trequartista e avendo a disposizione una doppia bocca da fuoco” riprese il giovane, ma già soquanto saccente Giacomino.

Emilio, arresosi ai baffi schiumati dalla montatura del latte, clamorosamente reagì: “Un terzino e un centravanti?” E incurante degli occhi stralunati del pestifero nipote decollò con un crescendo: “Se è un terzino, il Mantovani, di che razza è? Perché o fa il marcatore e allora è solo uno stopper che gioca sulla fascia, di solito la destra”

“E’ mancino -replicò quasi come un automa dalla bocca larga il piccolo Giacomo – ma può fare anche il centrale”

“Allora se è mancino gioca a sinistra e quindi fluidifica come Fedele o un po’ meno Rimbano. Ma non può fare anche lo stopper! Stopper si nasce: Francone Cresci nacque stopper ma poi divenne terzino… sinistro… e fluidificante; ma era sbagliato come stopper. Lo stopper è ruvido come Bachlechner o Fabbri e non può anche fare il terzino …che fluidifica. Magari col tempo diventa un libero come Bellugi. Quando perdono un po’ di gamba vanno meglio da liberi. Anche Renato Sali, il capellone, che era nato terzino… e fluidificava… diventò un buon libero. Ma si tagliò i capelli.” E ricominciò l’altalena tra la punta del cornetto e l’orlo della tazza.

“Nonno – rispose il cinno entrato inevitabilmente in questo surreale loop – non c’è più il libero! E neanche lo stopper: ora si gioca a zona. Si marca a zona anche sui calci d’angolo!”.

“ Bella caghè! – ricominciò il vegliardo – così danno un vantaggio agli attaccanti. Se ci fosse ancora Beppe Savoldi, che staccava di un metro senza rincorsa, farebbe un gol ogni tre corner… senza il libero, poi, figuriamoci. E quell’altro è un centravanti vero o un’ala sinistra? Perché di solito l’ala sinistra fa proprio l’attaccante mentre quella destra…”

“Fluidifica!” si esaltò il ragazzo.

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“ No! L’ala destra è tornante! Così può tenere il terzino sinistro avversario che…”

“Fluidifica?” azzardò ancora.

“Si! Brèv cinno! Vedi che impari anche te se ti ci metti. Però in mezzo ci vuole un buon mediano che corra a tutti polmoni come Romanino Fogli o almeno come Paris quello pelato o il biondo come si chiamava?”.

“Bonini?”

“Si anche quello! Ma pensavo a Gregori. Di fianco a lui uno dai piedi buoni che faccia il regista come Bulgarelli, che poi correva anche. Te ti chiami così come lui.”

“I registi ci sono anche ora, anche se sono rari. Tipo Pirlo”

“Lassa stèr che è un milanista!”

“No, nonno. Sono tre anni che è alla Juve!”

“ Piz ancoura!”

Poi recuperò il bastone o come si chiama da queste parti “la zanetta” e incamminandosi con passo, per la verità, un po’ malfermo, chiosò: “Vieni mo’ che andiamo verso casa che tua mamma deve aver fatto le tagliatelle. Tanto la formazione te l’ho già fatta”.

E mentre la strana coppia si incamminava (Stadio in tasca e scarpe da tennis contro gabardine e zanetta) Giacomo non si trattenne: “ Oh nonno, a modo tuo ne sai anche te di calcio. Una di queste volte ci vieni con me allo Stadio?”.

“Al Comunale? Si dai, ma non sono più da Curva dei Matti: c’è troppa confusione e bisogna stare in piedi”.

“Dall’Ara! Renato Dall’Ara si chiama adesso. E la Curva non è più neanche Andrea Costa. Non sapevo si chiamasse Curva dei Matti. Ora è la Curva Bulgarelli…Giacomo…proprio…”

“Proprio come te!”

E da una finestra di Via Paolo Fabbri (perché Via Paolo Fabbri è in Cirenaica) si sentì sfumare una vecchia canzone di Guccini…

“Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera…”

Ma probabilmente era solo suggestione.

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