L'altro giorno ho fatto un terribile incubo. Una cosa improbabile: il mio amato e glorioso Bologna era sull'orlo del fallimento, non si sapeva se sarebbe riuscito a sopravvivere e se si sarebbe riuscito ad iscrivere addirittura alla serie B. Già il fatto che fossimo nella serie cadetta era una cosa tragica, ma a rendere ancora più tragica la situazione erano le prospettive di fronte alle quali la mia squadra si trovava. Ma andiamo con ordine. Tutto cominciava con un signore elegante e ben vestito, distinto e all'apparenza affidabile. Col passare del tempo però questo personaggio combinava un danno dopo l'altro, prometteva nuovi centri tecnici e impianti sportivi innovativi, faceva dei buoni investimenti in termini di giocatori salvo poi lasciarli andare via per una bella somma di spiccioli, assicurava tutti sul fatto che di problemi non ce ne fossero e continuava a lamentarsi con tutti di tutto. Bah, strano personaggio. La sua reputazione andava via via in crisi, nessuno lo voleva più e lui continuava a rimanere al suo posto, pur sapendo che non era in grado di dirigere il Bologna. Ah, nel sogno il numero 10 lo portava un ragazzone con la barba, avvezzo più a fare filmati e magliette che a dimostrare qualcosa sul campo. E ad un certo punto il capitano se ne andava, verso la Cina. Cose improbabili, cose che non possono essere vere. Poi, ad un tratto, compariva un altro protagonista. Questo i soldi li aveva, eccome se li aveva. E avrebbe potuto salvare la squadra senza mezze misure, con un investimento quasi banale per lui. Tutti lo acclamavano, lui prima rispondeva affermativo e poi si faceva di nebbia. Il Bologna continuava ad essere una nave in mare aperto, con un timoniere incapace di governarla e che non si decideva a passare la mano ad uno con più talento e (si spera) più capacità. Ma questo dal canto suo rimaneva immobile, quasi ad avere paura nel salvare un'imbarcazione che di problemi ne aveva fin troppi. Si stava quasi arrivando ad una soluzione e poi.. Poi mi sono svegliato. Quasi che non mi volessero dire come andrà a finire questa storia. Cavolo, il mio Bologna. La mattina mi sono rimesso a pensare alla storia della mia squadra. Non ho vissuto gli anni storici dell'ultimo scudetto dei vari Haller, Nielsen e Bulgarelli, ma (per quanto poche possano essere state) qualche stella l'ho vista anche io. Mi sono tornati in mente Andersson e Kolivanov il primo anno dal ritorno in serie A, i primi ricordi nitidi e i primi campioni visti allo stadio. Poi mi è tornato in mente il giocatore italiano forse più forte degli ultimi vent'anni, quel divin Codino che con la maglia rossoblù fece sognare ogni domenica quasi trentamila persone. Poi se ne andò, arrivò un altro giocatore che veniva da un momento buio e aveva bisogno di rilanciarsi. Beppe Signori rimase qui sei anni, si trovò benissimo e fu un vero capitano (non come la storia recente ci ha dimostrato): ci furono gli anni del sogno Europeo e la Champions sfiorata, oltre ad un Bologna che a volte faceva per fino divertire. Poi anche lui andò via e dopo una piccola (per modo di dire) parentesi in serie B siamo tornati dove ci meritavamo di stare, con un nuovo condottiero e capitano che guidò la squadra ad un anno da 52 punti. Erano due anni fa, non sono passate ere geologiche. E un sogno, per quanto brutto, non può cancellare questo anni di storia. Però ho delle strane sensazioni addosso, quello che ho vissuto l'altra notte mi sembra così reale. Sono giorni che continuo a pizzicarmi ma non cambia niente. Svegliatemi davvero, fate finire questo incubo e ditemi che non è la realtà.

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