Siccome non abbiamo più parole, adesso che vediamo la linea del traguardo ma non sappiamo sinceramente in quali condizioni riusciremo a varcarla, ci facciamo aiutare dalle citazioni. Cominciamo da Eduardo Galeano, grande scrittore uguguagio che in sogno, ma solo in sogno (quindi un po' come i nostri) è stato un grande giocatore: disse Galeano, alla fine del XX secolo, che "è proibito perdere. In questa fine di secolo la sconfitta è l'unica colpa che non ha redenzione". Basta solo sistemare il timing della macchina del tempo. "In questa fine di campionato" rende la citazione più che attuale. La squadra ne è consapevole. Il calendario dà ancora qualche piccolo vantaggio ai nostri, senza nulla togliere allo spessore del Genoa. E allora serve un'altra citazione, fra l'altro, da un ex di tutte e due le squadre, il tecnico eoliano Franco Scoglio, che una volta disse: "La squadra dovrà tirare fuori gli attributi fino a farsi venire la prostata". Non estremizzerei, però. Con la Fiorentina si è chiaramente vista la condizione psicologica della squadra. Il gruppo è teso, come una corda di violino. Un episodio, positivo o negativo, può cambiare lo scenario. Contro i viola, il crollo mentale è stato palese e determinante. Dopo il primo gol, il match ha avuto un padrone e uno schiavo. Non credo che il gap sia stato provocato da una differente condizione atletica, sebbene le differenze dopo lo zero a uno siano state immense. Credo che tutto dipenda dalla testa. Ed è facile pure trovare il paradigma positivo, il più alto della settimana. Faccia quadrato, il Bologna. Prenda esempio dalla Squadra dell'anno, lo abbiamo scritto volutamente con la esse maiuscola. Perchè l'Atletico Madrid di Diego Simeone ha incarnato quest'anno il calcio nella sua accezione più alta di gioco di squadra. Con giocatori di qualità, ma non top player nell'accezione massima del termine, ha dimostrato che tutto è possibile se si esalta il gruppo, tutto è possibile se ognuno degli undici dà tutto quello che ha per il compagno di squadra. Genova per noi che stiamo in fondo alla classifica e abbiamo il sole rare volte è la prima di tre partite della vita. Dimentichiamoci dei conti da regolare, in questa stagione contraddittoria, le parole non contano. C'è da prendere esempio dall'immenso cuore dei tifosi, quelli che a cinque minuti dalla sconfitta, affidavano ancora al vento del Dall'Ara la loro speranza. Un cuore che non mancherà neppure a Marassi. Solo fra tre domeniche verrà il tempo del redde rationem.
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