Ci siamo quasi. Tra due giorni sapremo se questa lunga pausa del campionato ha giovato al nostro Bologna, mettendo qualche toppa alle tante pecche mostrate finora, o se viceversa sia stato solo un prolungamento dell'agonia dell'era Pioli. La cosa buffa è che, diciamocelo senza troppi convenevoli, il mister potrebbe lasciare la panchina proprio nel giorno del suo compleanno: se dovesse andare male contro il Sassuolo verosimilmente sarà esonerato o, con immensa gioia delle tasche di Guaraldi, potrebbe dimettersi. E sarebbe il finale più atroce possibile di una storia d'amore nata in sordina due anni fa, proprio di questi tempi, al ritorno in campo dopo la pausa per le nazionali. Si giocava contro il neopromosso Novara che però, al cospetto di un Bologna disastroso e con un misero punto in classifica, faceva paura quanto il Barcellona. Ricordo perfettamente ogni istante di quella partita: un primo tempo pessimo dei rossoblù che però ebbero il gran merito di non prendere gol (la miglior medicina in questi momenti) e di colpire alla prima vera occasione con un certo Gaston Ramirez e di chiudere la pratica con Acquafresca, che domenica potrebbe finalmente giocarsi la sua chance come auspicato a più riprese anche dalla sottoscritta. Le analogie con l'attuale momento storico ci sono e si spera che il risultato sia lo stesso. Non sono una persona molto scaramantica (nonostante la mia napoletanità) ma con un Bologna così malato ci si deve aggrappare a tutto: dalla lettura prodromica dei fondi del caffè, all'interpretare i sogni (se dovesse segnare Antonsson ricordatevi di queste mie parole) fino ad arrivare al più nostalgico cullarsi nei bei ricordi, quasi a volerli cacciare dal cuore, spolverare e riproporre. Pioli allora subentrava al fallimentare Bisoli. Pioli domenica potrebbe subentrare a se stesso: prendendo in prestito il ‘’panta rei’’ di Eraclito, chi l'ha detto che siamo sempre uguali? A volte la vita, con i suoi alti e bassi e con le alterne vicende (quelle negative in primis), ti porta a cambiare, ad aggiornare il tuo software e a scoprire una versione 2.0 di te che nemmeno conoscevi. Si tratta di processi faticosi, magari lunghi, ma la speranza è che Pioli ci sia riuscito in queste due settimane di silenzioso ‘’ora et labora’’ in quel di Casteldebole. Il tecnico parmense, nell'immediato post partita della sciagura veronese, aveva promesso una rivoluzione. La prima testa indiziata a cadere era quella di Curci a beneficio di Stojanovic ma... colpo di sf... ortuna, il portierino austriaco in allenamento si è fratturato il terzo metacarpo, ovvero il dito medio, mostrando quindi un'ingessatura che in questo periodo forse sarebbe più utile e consona a noi tifosi che a lui. Quindi, cosa succederà di davvero stravolgente domenica? Vedremo Moscardelli glabro e liscio come il sederino di un bambino? O forse, il tanto auspicato inserimento in campo di oggetti misteriosi, Radakovic su tutti? La prima cosa che vorrei ammirare è un Bologna finalmente grintoso e voglioso come Pioli ha saputo plasmare negli ultimi due anni. Proprio a lui voglio dedicare alcune righe, io che ultimamente non gli ho lesinato qualche bonaria tiratina di orecchie: comunque vada domenica, in un lontano futuro potrò dire ai miei nipotini che era lui l'allenatore del Bologna nel giorno della mia magica prima volta al ‘’Dall'Ara’’, che quando mi ha sorriso mi sono emozionata come nemmeno di fronte a DiCaprio (mi perdoni la signora Pioli!) e che ha ridato dignità e un pizzico di albagia a una squadra fino ad allora abituata mestamente a prenderle e che negli ultimi mesi, purtroppo, sembra fare la stessa fine. Che il suo salvifico effetto placebo sia finito? Solo domenica, verso le 17 circa, sapremo la risposta di tutti gli arcani che attanagliano il Bologna. Intanto voglio fare gli auguri a Stefano, che domenica compirà 48 anni. Sì, lo so che teoricamente non dovrei perché porta sfortuna ma, onestamente, peggio di così cosa potrà mai succedere?! Dunque, buon compleanno Pioli. E' brutto da dire ma ancora devo munirmi di un regalo da farti e, anzi, purtroppo anche la tua festa è in dubbio. O meglio, domenica comunque andrà sarà il tuo giorno: il dilemma è se saremo tutti invitati alla tua (e nostra) festa o se, viceversa, la festa te la faranno...
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