C'è un'attività quasi esclusivamente maschile che probabilmente ha occupato la vostra domenica pomeriggio quanto la mia e che ogni anno si ripete con ciclica ed immutabile regolarità alla prima sosta di campionato: l'asta del fantacalcio. Chi non ha mai provato questo divertimento definito "il gioco più bello del mondo dopo il calcio" tende a provare un malcelato disprezzo per chi invece lo ama arrivando spesso a forme maniacali. Basti pensare al momento in cui allo stadio risuona il famoso jingle che segnala un gol su un altro campo: quelli che alzano subito gli occhi al maxischermo sono sicuramente fantallenatori pronti ad esultare o disperarsi per il nome del marcatore che apparirà entro pochi secondi. Ecco che allora anche un gol di una diretta concorrente del Bologna può essere salutato se non con gesti plateali almeno con un moderato: "Almeno ha fatto gol lui, ce l'ho titolare". La forma più perversa di sofferenza però è veder segnare un gol utile al fantacalcio proprio nella rete dei rossoblù: quelli sono i momenti in cui i fantallenatori più sfegatati devono contenere al massimo le proprie reazioni per evitare ovvi quanto giustificati insulti alla propria persona dai vicini di posto. La passione per il Bologna e quella per il fantacalcio però possono anche viaggiare in parallelo e anzi contaminarsi a vicenda rendendo ancora più appassionante lo scorrere delle stagioni. Spesso infatti i propri idoli in rossoblù possono diventare pilastri della propria fantasquadra amplificando ulteriormente le emozioni domenicali. La mia prima asta risale al settembre del 2000 quando, inesperto, mi affidai ai consigli di mio zio facendo di tutto per assicurarmi Carlo Nervo e Marcello Castellini: una bella stagione con 3 gol per il primo e una mediocre per il secondo inaugurata da un autogol a Roma. Il terzo rossoblù in rosa però fu ovviamente il mio idolo d'infanzia Beppe Signori che con i suoi 16 gol rese la mia prima stagione una galoppata trionfale. L'incantesimo si ruppe nel 2001/2002 con un BeppeGol praticamente fuori dai giochi ed un Nervo sottotono: a poco servì la felice intuizione di assicurarsi Lamberto Zauli e i suoi 6 gol stagionali. Anche perchè nel 2002/2003 Zauli prese la strada di Palermo ma fortunatamente Signori ebbe un ultimo anno di vera gloria mentre invece Nervo proseguì nella sua involuzione fantacalcistica nonostante le prime convocazioni in Nazionale. Alle loro spalle sembrava crescere bene Mourad Meghni tanto da convincermi a puntare forte su di lui per il campionato 2003/2004: 12 presenze dimenticabili e nessun gol furono il bottino del francese. Con un Signori ormai a fine carriera (6 gol) superato dal giovane talento Cipriani, il baluardo rossoblù della mia squadra tornò ad essere il buon Carletto Nervo con 6 reti complessive e una stagione di disarmante continuità. Arriviamo quindi al tremendo 2004/2005 con BeppeGol ormai in Grecia da cui però arrivò l'illusione Theodoros Zagorakis, prima ammirato agli Europei ma poi cruccio di un'intera stagione dopo aver speso milioni pesanti su di lui all'asta di settembre. Male anche Nervo e unici baluardi l'esperto Castellini e il giovane Zaccardo con i loro 4 gol complessivi che però non bastarono ad evitare la retrocessione del Bologna e la mia personale disfatta. Il periodo della Serie B coincise con la necessità di abbandonare la ricerca dei rossoblù durante la creazione della rosa e la possibilità di scoprire talenti sostitutivi in altre squadre. Per questo motivo nel 2008/2009 non me la sono sentita di puntare su un Marco Di Vaio poi rivelatosi devastante, preferendo limitarmi ad una scelta di cuore come Castellini ormai a fine carriera e Francesco Valiani, ottimo in Serie B ma inadatto alla Serie A. Le prestazioni superlative dell'anno precedente avevano reso inavvicinabile Di Vaio per il 2009/2010 e allora la mia unica scelta rossoblù a settembre quell'anno è stata Emiliano Viviano come secondo portiere a cui a gennaio si è aggiunto un sorprendente Antonio Buscè capace di un girone di ritorno di grande spessore anche in zona offensiva con bonus importanti. Nel 2010/2011 ho poi confermato Viviano tra i pali riuscendo però soprattutto ad assicurarmi Di Vaio e i suoi 19 gol ma anche il giovane talento di Gaston Ramirez: 4 reti alla fine per lui e la convinzione di aver trovato una nuova stella per me. Arriva quindi la stagione 2011/2012 e, pur vedendomi perdere a suon di rialzi il capitano, riesco a confermare a tutti i costi il mio nuovo pupillo Ramirez. Ai suoi 8 gol aggiungo a poco prezzo anche i 5 tutti determinanti di Acquafresca ed un giocatore da cui aspetto tuttora il primo gol in rossoblù: Archimede Morleo. Quest'ultimo è rientrato ovviamente nella rosa anche dell'ultima annata in cui da una parte è stato facile puntare forte sul rilancio di Alberto Gilardino, mentre dall'altra è stato casuale guadagnare i 6 fantastici gol di Panagiotis Kone che mi hanno trascinato alla vittoria del campionato. Come nella più classica delle storie però ieri pomeriggio ho dovuto cedere Kone alla folta concorrenza e, privo di un riferimento affidabile in attacco, limitarmi a confermare la mia fede in Morleo. Nella speranza di dovermi mangiare le mani nelle prossime settimane per non aver puntato anche su altri ragazzi della banda di Pioli: per il Bologna sarebbe un ottimo segnale.

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