Siamo scarsi, scarsi da far paura. In una settimana abbiamo infilato tre prestazioni invereconde, oltre la vergogna. Oggi era l’ultima spiaggia, l’ultima gara di quel mese di marzo da cui ci aspettavamo tanto e da cui invece abbiamo avuto nulla. Ora ci attendono sette partite sulla carta inavvicinabili, e nonostante la classifica continui incredibilmente a dire il contrario, abbiamo un piede in B. Oltre a gufare intensamente le nostre dirette concorrenti che navigano in questo mare di guano (e che sono scarse pure loro), non so se ci sia qualcosa che si possa fare.
Anzi una cosa va fatta, anche se non porterà nulla: cambiare l’allenatore. Anche oggi Ballardini ha proseguito in quella serie di esperimenti azzardati e furenti che suonano tantissimo come il grido disperato di un uomo che non sa più dove sbattere la testa. Abbiamo visto Crespo come esterno di centrocampo, abbiamo rivisto quella difesa a quattro con la quale ci segnerebbero pure i Pulcini del Pizzighettone, abbiamo visto Moscardelli titolare. A 'sto punto mi chiedo cos’abbia fatto di male Paponi per non meritarsi una chance dal primo minuto anche lui, poiché nell’unico scampolo giocato è andato più vicino al gol di tutti gli altri attaccanti messi assieme. Il tecnico romagnolo nei primi due mesi scarsi di gestione qualcosa di buono l’aveva portato ma, quando è arrivato il momento di un necessario cambio di marcia, la squadra ha ingranato la retro impantanandosi nelle zone più infime (ma meritate) della classifica. E, per arginare la caduta libera, anziché tornare sui suoi passi si è lanciato nel vuoto, spiaccicandosi sul marciapiede anziché mettersi a volare.
Fosse per me riprenderei Pioli, per vari motivi, e se i giocatori non lo vogliono fa lo stesso. Perché ormai sono stati assecondati troppo senza essersene guadagnati il diritto sul campo. Non c’è nessuno, infatti, che sia esente da colpe per questa situazione sportivamente drammatica. Le prestazioni totalmente prive di nerbo che ci hanno regalato non si scordano, da Napoli fino a Verona, e ormai non possono avere voce in capitolo. Chiaro che, con questo ragionamento, meno che meno dovrebbe avercela il presidente Guaraldi, così come Zanzi, entrambi MasterChef di questa lasagna marcia che è la stagione rossoblù. Purtroppo però loro sono ancora lì, e ci resteranno, per cui tocca a loro prendere questa decisione. Decisione che, invece, con una nota affidata all'Ansa, è opposta a quella da me auspicata: si va avanti con Ballardini fino a fine stagione. Parola di Guaraldi...
Già, Guaraldi. Anche oggi ha avuto il suo avere da parte dei tifosi, e continuerà a essere così finché resterà alla guida della società. Pare che qualcosa si stia muovendo nello studio dell’avvocato Grassani, ma cosa ci sia di concreto non si sa. Bisogna incrociare tutte le dita che abbiamo, però, perché salti fuori qualcuno che ci liberi da questa gestione societaria con la quale l’unica destinazione possibile è il baratro sportivo. Se, non so come non so perché non so in che modo, non sarà questa stagione, sarà per forza la prossima. Non c’è futuro e il presente è orrido. Festeggiare i cinquant’anni dallo Scudetto in B, poi, rovinerebbe un po’ anche il nostro passato. Un filotto imbarazzante, un filotto dannatamente vicino.
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