Era il 6 gennaio quando il Bologna perdeva malamente a Catania forzando la mano alla società per arrivare al cambio di allenatore. Allora i rossoblù erano quartultimi in classifica con il terzetto Sassuolo-Livorno-Catania alle spalle ed il Chievo appena sopra. Oggi è il 16 aprile e il Bologna è reduce da due pareggi contro Inter e Parma ma è ancora quartultimo con il terzetto Sassuolo-Livorno-Catania alle spalle ed il Chievo appena sopra. Eppure in mezzo a queste due date si è collocato un evento che avrebbe potuto (se non dovuto) cambiare qualcosa e portare ad un miglioramento nell'andamento della squadra di Guaraldi: il calciomercato. Come ad ogni sessione, si sono sentiti tanti nomi più o meno famosi di calciatori avvicinati al Bologna ma alla fine non si è concretizzato praticamente nulla. Non banalizziamo dicendo che non c’erano fondi da investire ma piuttosto chiariamo che mancavano sia la volontà che le competenze per scandagliare il mercato italiano ed internazionale a caccia di colpi intelligenti in grado di far svoltare la stagione del Bologna. Stiamo parlando della gestione della coppia Guaraldi-Zanzi che ha prosciugato sistematicamente la rosa rossoblù negli ultimi tre anni, quindi in fin dei conti non c’è niente di nuovo. C’è un caso che però dimostra ancora una volta il pessimo tempismo nell’agire sul mercato e ha un nome e un cognome: Alberto Paloschi. Nei primissimi giorni del 2014 Bologna e Chievo stavano parlando della possibilità di operare uno scambio riguardante i propri reparti offensivi: da una parte Corini sembrava non voler più puntare su Paloschi e dall'altra Bianchi pareva ormai arrivato a fine corsa con Pioli che invece voleva a tutti i costi la giovane punta di scuola Milan. Il club rossoblù però perde tempo, prova ad inserire nella trattativa Acquafresca invece di Bianchi e a chiedere addirittura un conguaglio economico a suo favore poi arriva la doppietta dell'ex capitano del Torino contro il Napoli e la pista sfuma definitivamente con la convinzione di avere già in casa tutto il necessario per salvarsi. Invece nel girone di ritorno Paloschi, la “permuta” che Zanzi avrebbe dovuto trattare con i clivensi, ha segnato già 10 gol mentre invece i due rossoblù hanno mancato tutte le occasioni concesse da Ballardini e ora sembrano anche aver perso entrambi il posto nel finale di stagione. Sempre parlando di scambi e di attaccanti, si era impostata una trattativa anche con il Livorno per vestire di rossoblù Innocent Emeghara salvo poi abbandonare l'idea e da allora la punta ha sporcato i suoi tabellini con 3 gol e altrettanti assist risultando decisivo proprio nella gara contro i felsinei. Il Bologna però aveva avuto anche la tentazione di portare in Italia il paraguaiano Nelson Valdez, corteggiato per una decina di giorni e poi dimenticato: nella sua mezza stagione con la maglia dell'Olympiacos ha già trovato 5 volte la via della rete. Passiamo al centrocampo, reparto ormai da tempo in crisi e in cui Taider non è mai stato rimpiazzato. Sì perché credere davvero di vendere il rientrante Perez per il sostituto dell’algerino è stata un’altra delle brillanti strategie elaborate ai piani alti di Casteldebole. In realtà i “rinforzi” per il reparto sono arrivati a gennaio e portano i nomi sconosciuti di Erik Friberg e Ibson e in totale finora hanno collezionato 350 inutili minuti dimostrando un deprecabile punto in comune: la pessima qualità tecnica. Se il brasiliano appare come un giocatore da calcio a 5 spaesato nel mondo dei grandi, lo svedese ha messo in mostra contro il Parma la sua imbarazzante qualità nel gestire il pallone. Due giocatori subito pronti per dare una mano e due gran bei colpi di mercato per i quali qualsiasi paragone appare impietoso. Pensiamo ad esempio a Tiberio Guarente che nel Chievo ha giocato per 569 minuti servendo anche due assist: l’ex rossoblù era un nome assolutamente avvicinabile a gennaio e che il Bologna si sarebbe potuto assicurare senza alcuno sforzo in prestito. Un altro nome circolato sotto i portici e poi finito a Torino con la stessa formula è Jasmin Kurtic, centrocampista duttile che ha già garantito a mister Ventura più del doppio del minutaggio della coppia brasiliano-svedese voluta da Zanzi e Guaraldi. Lo sbandierato ritorno di Bagni in seno al Bfc avrebbe poi potuto portare a due colpi dall'estero come Bibras Natkho (861 minuti conditi da 2 gol e 3 assist al PAOK) o Abdisalam Ibrahim (948 minuti, 1 gol e 2 assist anche lui in Grecia all'Ergotelis), ma l'esperto di mercato è stato lasciato in disparte sperando così con un semplice comunicato e qualche sorriso di circostanza di irretire il tifo rossoblù e far passare senza scosse il mese del mercato. E subito dopo il delitto perfetto si è completato con la cessione di Diamanti in Cina. Peggio di così si poteva fare? Difficile da credere. E una simile mancanza di volontà di migliorare e di conoscenza del calcio meriterebbero sicuramente di vedersi sorpassare dal Sassuolo per finire nel baratro verso cui si è scavato per anni. Ma fino alla fine saremo qui a sperare che ciò non avvenga perchè c'è una città che non lo merita con una tifoseria che da sola varrebbe la Champions League e che invece è costretta a contare la differenza reti con il Livorno.

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