L'amarezza per una retrocessione diffusamente annunciata, ha ormai avvolto l'intera città, ma i timori per il rischio di un eventuale fallimento, alimentano il tormento dei tifosi, che dopo aver assistito ad una lenta agonia, durante il campionato appena terminato, ora soffrono per vicende che hanno un epicentro lontano dai loro occhi e precisamente nelle segrete stanze di Casteldebole. E' lì che l'intelligence del patron Guaraldi sta lavorando alacremente, per rendere possibile una convivenza o una collaborazione con il socio Zanetti.

Questo per Guaraldi e la sua crew è soprattutto il momento di far quadrare i conti, per iscriversi al campionato di serie b. Zanetti o non Zanetti, si dovrà ripartire con un progetto e questo Albano sembra averlo capito, ecco perché ha allertato un personaggio come Zeman, che potrebbe essere l'uomo gusto per ripartire da zero. Il vero problema è che dovremmo tutti dimenticare che colui che in questo momento sembra dare il via al nuovo progetto è lo stesso Presidente che ha appena finito di distruggerne uno creato da altri, in soli tre anni.

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In ogni caso, vista la legittima reticenza di Zanetti a gettare denari (ricco ma non scemo), i primi passi da fare saranno in collaborazione con l'attuale proprietà e visto che il grosso nodo da sciogliere saranno i contratti in essere, l'attuale proprietà non ha perso tempo, liquidando Zanzi ed affidando l'incarico di ristrutturare la rosa a Filippo Fusco (legato a Zeman). Il suo compito sarà quello di provare a liberare le casse del Bologna da tutta una serie di contratti siglati in passato, che oggi con la retrocessione, pesano in modo determinante sul futuro del club. Questa operazione di exit strategy dai contratti più pesanti non sarà un compito facile per il neoassunto Fusco, speriamo solo che, contrariamente a quello che si legge sui quotidiani, questa strategia sia in qualche modo avallata da Baraldi e Zanetti.

La presenza di un rappresentante della curva durante l'incontro tra le parti, rassicura l'ambiente in termini di garanzia e trasparenza, impedendo sostanzialmente a Guaraldi di mentire ancora. Non si tratta della nascita di una nuova collaborazione tra società e curva e nemmeno di un'ingerenza dei tifosi in una situazione interna alla società. Forse costretto dalla situazione post-retrocessione, Guaraldi sta cominciando a capire che la gestione di un club di calcio, rispetto a quella di una azienda normale, prevede la presenza attiva e determinante dei tifosi, che non sono per forza brutti, sporchi e cattivi e che soprattutto sono mossi da un interesse comune: il bene del Bfc.

Pensando alla stagione appena conclusasi quello che dispiace, oltre alla retrocessione in se stessa, è di constatare come questa presidenza, abbia voluto tenere in piedi un carrozzone costoso, senza un criterio e senza minimamente pensare all'eventualità di una retrocessione. La salvezza per Guaraldi era scontata, anche indebolendo la rosa a mercato chiuso, con la squadra quartultima. Ecco perché non era pronto un piano b: la retrocessione non era stata messa in preventivo. Come ho già ripetuto in passato, credo che da questo azzardo siano partiti tutti gli errori di Guaraldi.

Da una parte si sente dire che Mr Segafredo sarebbe seriamente intenzionato ad entrare, ma dall'altra si vocifera che ancora prima di aver visionato i libri contabili, il suo entourage gli abbia vivamente sconsigliato un suo ingresso nel labirintico mondo del pallone, pensando soprattutto agli investitori della holding del gruppo (quotata in borsa), che potrebbero storcere il naso, apprendendo la notizia dai media. Ma poi si legge che potrebbe essere vero il contrario e tutto ed il contrario di tutto: siamo alla confusione totale.

Nel frattempo tra fallimento e rinascita i tifosi soffrono ed attendono con ansia l'arrivo di nuove notizie. Sperano in quelle buone e sperano in Zanetti e nel suo buon cuore, consapevoli che, come è stato in passato, la delusione è sempre dietro l'angolo. Non pensiamoci (sarà quel che sarà) e diamoci comunque appuntamento a fine agosto allo stadio, qualunque sia la categoria in cui ci ritroveremo e qualunque sia l'avversario che affronteremo. Solo per la maglia e solo per la città.

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