Il clima natalizio al Bar della Sbagiuzza era contraddistinto da poche, inossidabili e monotone peculiarità: festoni argentati aggrovigliati al filo dei lampadari al neon (escluso quelli sui biliardi a seguito delle proteste dei giocatori che lamentavano "nevicate di brillucchi" durante le partite); luminarie intermittenti tipicamente "Made in Taiwan" penzolanti dalle mensole su cui stagnavano trofei impolverati e bottiglie desuete. Sulla vetrina, fronte strada, campeggiava una sagoma di Babbo Natale che vestiva oramai in rosa, visto il colore stinto del tipico abito, e abbozzava un esplicito, quanto statico, sorriso ai passanti del quartiere Cirenaica che transitavano da lì. All'interno, durante un uggioso e infreddolito tardo-pomeriggio proprio tra il Natale e il Capodanno, sostavano i soliti habitué che alternavano alle consuete sfide a briscola-tressette-bellaasbarazzino immancabili disquisizioni calcistiche. "Non ho capito bene -esordì Piron, il fornaio- ci siamo presentati prima della partita col Genoa con un allenatore già licenziato e invece... “. " C'è poco da capire" lo interruppe Sbagerla, proprietario del vicino negozio di animali, mentre masticava lupini che mangiava senza sbucciare. E riprese: "La società ha la lungimiranza di una cicala, l'eleganza di una pantegana e la decisione di un ornitorinco. Ma è tutto un problema di confusione numerica. Avevamo bisogno di un portiere e sono corsi dietro a quello che non ci piaceva l'anno scorso, confermando il suo vice delegittimato e bruciando il giovane teoricamente promettente... forse pensando che potevano andare in porta in tre. Dovevano rinforzare le fasce prendendo due titolari per valorizzare Garics e Morleo a riserve di lusso e alla fine giocano ancora loro due magari con le riserve nascoste nelle mutande. Sapevamo che il punto chiave doveva essere il centrocampo e forse qualcuno aveva capito che Krhin, Pazienza, Della Rocca, Perez potevano giocare in quattro al posto di uno, magari tenendosi in spalla l'uno con l'altro (sai sui cross che vantaggio!). Bisognava sostituire Gilardino... e allora Bianchi e poi Cristaldo, più Moscardelli! Senza vendere Acquafresca e tenendo anche Gimenez ... va mo’ là! Anche qui è il regolamento che ci penalizza: magari giocando tutti insieme... valgono quasi per uno, buono.”. E terminò il soliloquio scaracciando, come prevedibile, tutte le bucce dei lupini pre-masticate. "Ho capito, allora -rispose Piron- ecco perché hanno ripreso Bagni (dopo avergli fatto causa!?) tenendo comunque anche Zanzi. Così vogliono prendere Baggio (ma lo sanno che non gioca più?) Reja, Colomba ecc... ma tenere anche Pioli. E' una strategia di quantità!" "Esatto! Appena passasse un regolamento che fa giocare e allenare tutti quelli che stai stipendiando... li facciamo neri. Rientrano anche Pisanu e Paponi!" Da un tavolino appartato si levò la voce, rauca ma decisa, di Gigein detto “Il Filosofo” che sentenziò: “ D’altronde è il calcio che va in quella direzione: aumentano gli arbitri, gli assistenti, i guardalinee i guardatutto e non-vedo-niente; aumentano i panchinari che sembrano delle scolaresche. C’è più gente sul campo che sugli spalti!”. “E i tifosi?” chiesero. “Quelli non contano! A quelli ci danno la TV!” E nel silenzio, mestamente rassegnato si udì alla radio del Bar della Sbagiuzza, quasi sottovoce, una vecchia canzone di Lucio Battisti… Confusione, mi dispiace se sei figlia della solita illusione e se fai confusione

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