Ci siamo. Il 24 maggio Real Madrid e Atletico Madrid disputeranno la finale della Champions League 2013-2014.
Esattamente tredici giorni prima, l'11 maggio, Bologna e Catania giocheranno la loro finale di Champions.
Per certi versi, le ripercussioni della partita del Dall'Ara potrebbero essere addirittura maggiori, rispetto a quella di Lisbona.
La nostra finale di Champions la giochiamo contro una squadra con un organico nettamente superiore al nostro, che l'anno scorso arrivò ottava con 56 punti. Adesso, fra infortuni, incompetenze societarie varie e sfortuna, si trovano sotto di noi, al penultimo posto.
Dico questo perchè non c'è da fidarsi: la squadra di Pellegrino gioca un calcio molto fluido e rapido, imperniato sull'inventiva di Lodi e Barrientos e sulla potenza del "Toro" Bergessio.
Il nostro vantaggio è che loro saranno costretti a vincere fuori casa, cosa per la quale gli etnei sembrano allergici da sempre da quando sono in A, e a sbilanciarsi di conseguenza.
In una stagione in cui il Bologna ha probabilmente la rosa più scarsa della A (non a caso quella con meno gol realizzati a referto), la speranza è una sola: colpire i siciliani in contropiede, visto che la difesa capeggiata da Rolin e Gyomber non è esattamente impenetrabile, e fortunatamente i nostri due "top", Lazaros e Kone, dovrebbero essere della partita.
I piccoletti argentini del Catania potrebbero essere arginati dalla rocciosa difesa a tre rossoblù, supportata da una mediana sostanziosa come quella composta da Friberg e Krhin, con Lazaros pronto a a lanciare il connazionale Kone in contropiede, aiutato dalla boa Bianchi.
Vinca il migliore, quindi, sperando che quest'ultimo abbia la maglia rossoblù. Probabilmente i fortunati che saranno domenica al Dall'Ara avranno l'opportunità di vedere una partita con molte occasioni da gol: il match presuppone questo, visto che chi perde va in B.
Se ci salveremo, avremo una storia in più da raccontare ai nostri nipoti: la leggenda della squadra che, con Friberg mezzala ed Acquafresca centravanti, riuscì a scampare la B, non si sa bene come.
Se retrocederemo, ce ne faremo una ragione: il Bologna sarà costretto a ridimensionarsi, sia economicamente che sportivamente, con tutte le conseguenze del caso..
Che non mi si venga a dire, però, che la colpa è della Roma, della Fiorentina, della Juve o di Genny 'a carogna: se il Bologna meriterà di salvarsi, si salverà. Altrimenti è inutile additare colpe a squadre che non c'entrano niente: se dobbiamo sperare nei risultati degli altri, è colpa nostra.
La colpa è sola nostra, anzi, solo loro: della società, dell'allenatore e dei giocatori, visto che i tifosi hanno dato sempre il massimo.
A domenica.
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