C'era una volta a Napoli il Circo Weiss, che negli ultimi anni ha cambiato denominazione ma non ha perso le peculiarità tipiche dell'affascinante mondo di clown, acrobati e tuffatori vari. E, a proposito, c'era una volta, a Pescara, l'atto secondo dell'atavica telenovela ‘’De Marco & il Bologna’’: cambiano i protagonisti (dal capellone Krasic al pelatissimo Weiss) ma non la sostanza. Ma procediamo per gradi. La piovosa e ventosa prima domenica di febbraio rappresentava un bivio per il Bologna, una di quelle giornate calcistiche in cui il segno ‘’x’’ non sarebbe servito a nessuno: quindi, vincere per dare un bel colpo alla classifica, o perdere e restare verosimilmente invischiati fino alla fine nella lotta per non retrocedere. Quando è comparsa la grafica iniziale con i volti dei giocatori del Pescara schierati in campo da mister Bergodi (al momento più Ber che Godi) mi è sembrato di tornare bambina e giocare a ‘’Indovina chi?’’; proprio quando stavo per chiedere ‘’ha gli occhiali?’’ mi sono resa conto che quella squadra apparentemente ‘’scarsa’’ e formata da gente semi-sconosciuta si presentava alla vigilia di questa partita con soli due punti in meno in classifica del ‘’grande’’ Bologna e, dando uno sguardo ai rispettivi monti ingaggi, ci si rende conto che nel calcio non scendono in campo i soldi e i nomi blasonati ma gambe, cuore e buona volontà che spesso riescono a sopperire anche alle deficienze tecniche. La prima mezzora della partita mi è servita a familiarizzare con gli avversari odierni e così ho scoperto che l'attaccante del Pescara, spacciato per quel Sforzini che ci ha spesso segnato contro, in realtà è Cosimino Francioso tornato in attività, che in porta s'è piazzato un ibrido tra Aquilani e Gabbiadini (ecco perché non c'era oggi!) e che D'Agostino sembra il figlio spennato di Pioli. Poi è salito in cattedra il duo Weiss-De Marco: lo slovacco ha letteralmente cercato il rigore e, per fare ciò, ha fatto le fusa al nostro povero malcapitato Antonsson di turno e De Marco, subito emozionato perché le strisce del Pescara gli hanno ricordato i vecchi fasti ‘’Krasiciani’’, ha fischiato e stavolta gli è andata anche meglio perché il rigore è stato realizzato. Dopo 4 minuti di imprecazioni e urla è arrivata la giustizia divina con il penalty, stavolta sacrosanto, segnato da Diamanti che così in un colpo solo ha raddrizzato la partita e s'è scrollato di dosso l'errore dal dischetto della partita d'andata che aveva aperto uno dei dibattiti più antichi del mondo del calcio: i mancini devono calciare i rigori o meno? Mentre già tutti noi pregustavamo la rimonta completa arriva la seconda ‘’prodezza’’ di Weiss che frena, anzi, inchioda davanti a un Taider in quel momento privo di ABS che gli pesta un millesimo di centimetro dello scarpino, costringendo quindi il ‘’povero’’ De Marco, ben consigliato dall'arbitro di porta (e di parte), a concedere il secondo rigore della giornata agli abruzzesi: a tirarlo è Pioli junior e ciò ci serve a certificare che Curci, oltre a essere ancora nel mondo dei vivi, non è proprio tagliato per neutralizzare i tiri dagli 11 metri, dato che si tuffa sempre nella stessa maniera, a mo' di sacco di patate. I 15 minuti di intervallo della ripresa mi sono serviti solo a sbraitare e a far salire la bile al cervello ma per fortuna il mio sacrificio non è stato vano: il Bologna pareggia la partita con il solito Gilardino che poi realizza anche la rete del sorpasso ma il guardalinee decide che ha l'unghia dell'alluce in fuorigioco e così annulla tutto, confermando il ‘’buon’’ feeling dell'attaccante di Biella con gli arbitri in trasferta, dato che probabilmente si tratta della terza ingiustizia subìta da lui e di conseguenza da tutto l'esercito rossoblù. Ma per fortuna il circo(lo) si chiude con l'ennesima rete stagionale di Kone (ma per i tifosi napoletani e per la questura ha segnato solo a dicembre) che, naturalmente, sbaglia le cose facili per cacciare dal cilindro quello che per il resto degli umani è impossibile ma non per il greco. A proposito! In settimana è stato raggiunto in squadra dal connazionale... un attimo che copio il nome da Wikipedia... dicevo, Lazaros Christodoulopoulos (per gli amici Chris), quarto ellenico nella storia del Bologna (dopo Kone, Moras e lo sventurato Zagorakis), un acquisto a parametro zero che però, stranamente, sembra un ottimo affare, data la caratura del personaggio in questione. Ad approdare in rossoblù nel mercato di ripara-zione (nel senso: si salvi chi può!) sono stati anche Naldo, il Reiziger dei poveri, rigorosamente in prestito secco, tanto per tornare ai nostri standard e, dopo due anni di corteggiamento, udite udite, l'ormai mitico Davide Moscardelli. Pioli lo richiedeva da svariati lustri e dopo trattative, negoziati all'Onu e appelli Papali, è approdato in rossoblù e pare che ci farà compagnia a lungo (almeno fino a giugno 2015, ma scommetto che se il nostro mister ci lasciasse porterebbe con sé il suo ‘’amico ritrovato’’, per citare il grande Fred Uhlman). L'amara sorpresa del tecnico parmense è stata che gli hanno recapitato un mix tra Demo Morselli, Daniele Silvestri e Giobbe Covatta: il barbuto ‘’Mosca-gol’’ si è presentato a Casteldebole con un look tutto pelo che si preannuncia come la viril-risposta ai calci-attori odierni dalle sopracciglia ad ali di gabbiano (non me ne voglia Pasquato... ) e le creste dipinte a mano come le sorprese dei famosi ovetti per bambini. Questa botta di testosterone vivente è già il nuovo idolo di casa e ha scelto un numero non proprio insignificante per noi bolognesi, quel 9 di Marco Di Vaio che segnò la sua ultima rete in rossoblù proprio al Chievo, precedente squadra dell'attaccante italo-belga. E, a far ben sperare, è che nell'era recente anche i vari Pioli e Perez si erano presentati al primo appuntamento della loro vita con la maglia felsinea con un volto maschio e irsuto. Insomma, dobbiamo credere alla cabala o meno? Il Bologna in questa stagione ha vinto per tre volte fuori casa e in tutte il risultato è sempre stato lo stesso (2-3); non avevamo mai battuto il Pescara in Serie A e ciò è accaduto nel giorno del 33esimo compleanno del buon Moscardelli (che un po' ci ricorda Gesù, diciamolo), abbiamo acquistato Lazaros Christodoulopoulos e la rete decisiva è stata siglata proprio dal numero 33 del roster felsineo. Che il BFC sia finalmente nelle grazie del Signore?! Intanto, c'è da sottolineare anche che il nostro nuovo talismano si chiama Gianluca Curci (con lui tre vittorie su tre) che stavolta è riuscito anche a completare la partita e a non infortunarsi esultando. Non c'è che dire: una domenica ottimale che ci consente di aumentare il gap sulla zona rossa della classifica, in attesa della partita in casa contro il Siena che potrebbe portarci la seconda vittoria consecutiva, cosa mai successa finora in campionato, e mettere un bel mattoncino per la salvezza. E so che sentir parlare di ‘’mattoni’’ ultimamente per i tifosi del BFC è più indigesto di mangiare una scatoletta di tonno (con annessa latta) a colazione... A viaggiare con la fantasia si fa presto, lo so, ma il Bologna di Pescara (e non solo) ha sfoggiato un carattere non da poco e ha vinto meritatamente, dimostrando di avere tra le mani le chiavi del proprio futuro e di essere più forte delle mille avversità incontrate. Come direbbe Moscardelli, abbiamo vinto in barba a tutto.

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