Tutti noi lo dobbiamo ringraziare, lo dobbiamo amare e ci dobbiamo pentire di aver dubitato di lui in passato. Più che un coro, per inneggiarlo dovremmo recitare una preghiera, perché è lui il nostro nuovo profeta: un uomo portato dalla Provvidenza, con un nome biblico ed un cognome che solo un essere sovrannaturale può pronunciare correttamente. A Bologna sta nascendo una nuova fede ed in Piazza Maggiore il Nettuno teme di perdere il suo posto. Lazaros siamo tutti ai tuoi piedi, dai quali passerà la nostra redenzione: salvaci dall'inferno della serie b.

Scherzi a parte, bisogna essere onesti, la vittoria è arrivata per un episodio favorevole, in una gara che ai punti avrebbe meritato il Cagliari. Ciò non toglie che sia un risultato di super lusso e questi tre favolosi puntacci ce li teniamo stretti come fossero nostri figli. Ora viene il difficile, perché la cosa che non deve minimamente sfiorare le nostre menti è pensare di aver fatto qualcosa in più di un semplice passettino verso la salvezza. La strada è ancora lunghissima e piena di insidie (a partire da questa sera) e quasi sicuramente ci giocheremo tutto nelle ultime giornate.

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Contro il Cagliari la squadra è scesa in campo con il solito impegno e la solita grinta, ma troppe cose non hanno funzionato: l'esperimento dei due arieti (Bianchi e Acquafresca) non ha portato i frutti sperati, anche perché i cross dal fondo non sono certo una nostra prerogativa. Con l'assenza di Krhin il possesso palla ne ha risentito tanto e le occasioni create sono state pochissime. Ma per fortuna il “nostro profeta” si è trasformato in Alino, ha giocato a tutto campo, ha gestito una marea di palloni e ha portato il Bologna ad ottenere una vittoria insperata.

Ad essere sinceri nel complesso non c'è molto da stare tranquilli, anche se i risultati dagli altri campi continuano a regalare grandi gioie. La squadra fatica troppo a creare azioni pericolose e stasera ci troveremo di fronte un avversario storicamente ostico, contro il quale se vuoi ottenere punti te li devi guadagnare. Per noi sarebbe importante almeno pareggiare con goal, per aggiudicarci anche contro il Chievo il vantaggio negli scontri diretti.

Come abbiamo vissuto sulla nostra pelle nelle ultime settimane, anche quando ci si sente spacciati non bisogna mai perdersi d'animo, perché un risultato favorevole può cambiare totalmente la prospettiva, il problema è che basta poi un risultato negativo a farti rientrare nel vortice. Quello che deve fare la squadra è entrare in campo sempre con la giusta mentalità e con il giusto atteggiamento, a prescindere dal risultato della partita precedente e dalla posizione in classifica.

Questa sera abbiamo un'opportunità: quella di sferrare un duro colpo ad una delle nostre rivali. E' un impresa difficile, quasi impossibile, ma dobbiamo provarci, tenendo presente che dopo tre giorni ci sarà un'altra sfida altrettanto importante in casa con l'Atalanta. Saranno due partite determinanti che ci diranno parecchie cose sul nostro futuro, ecco perché vanno affrontate con lo spirito giusto: stiamo lottando per la salvezza e lottare significa combattere con tutte le proprie forze e vivere ogni partita come una battaglia da vincere.

Sarà difficile riuscirci, ma è obbligatorio provarci.

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