Quando l'arbitro Celi ha suonato la sveglia al termine di Bologna-Lazio dalla curva, che è intitolata a Giacomo Bulgarelli indimenticato uomo simbolo del Bologna calcio e della bolognesità, sono piovuti tantissimi fischi e cori di critica all'indirizzo dei giocatori rossoblù. Nell'immediato non sono stati dunque sufficienti nè il cambio di Stefano Pioli, additato dai calciatori come maggior responsabile della situazione, nè la coreografia pre-gara che invitava la squadra a rispettare la 7 volte scudettata maglia di Bologna, a dare quella svolta a livello caratteriale che arrivati a questo punto, era lecito aspettarsi. Se non si prova con tutte le proprie forze a vincere in casa contro la Lazio vista in campo sabato sera è difficile pensare contro chi si possano conquistare i 3 punti. Ed è così che dopo una partita che a tratti è sembrata più di rugby che di calcio, con i rossoblù che passavano sempre il pallone indietro, come impone una regola dello sport dalla palla ovale, e con i laziali che spesso sembravano cercare di metterlo in touche, ovvero fuori dal terreno di gioco sulle fasce laterali, che è scoppiata la più che comprensibile contestazione. Ovviamente la rabbia di una tifoseria che ha sempre sostenuto la formazione felsinea anche nei momenti più bui di questi ultimi anni, è esplosa non solo per la prestazione contro i biancocelesti, ma soprattutto per gli atteggiamenti e per le prove poco decorose, nelle quali non sempre tutti hanno dato il loro massimo, che hanno portato il Bologna a chiudere il girone di andata a soli 16 punti, troppo pochi per salvarsi se si continua su questa strada. La speranza è adesso affidata al nuovo arrivato Davide Ballardini, che è chiamato a ripetere le imprese compiute a Cagliari e a Genova. La prima cosa da fare per il tecnico ravennate sarà quella di cercare di tirare fuori il carattere dai giocatori a disposizione e poi quella di convincere la Società ad operare seriamente sul mercato sfoltendo la rosa, ma allo stesso tempo rafforzandola con almeno un paio di innesti, bravi tecnicamente ma anche carismatici. Una carenza del Bologna è infatti la mancanza di leader nello spogliatoio. Diamanti, che è il giocatore più forte tecnicamente e sul quale il Bologna deve puntare per evitare la retrocessione, non ha la stoffa del trascinatore, nè di chi è in grado di unire tutte le componenti dell'ambiente. Del numero 23, la formazione felsinea deve sfruttare i punti di forza come la grinta e la qualità e non i punti deboli, come ad esempio le dichiarazioni post gara. "In Italia è così" ha dichiarato con un velo di polemica e con una frase fuori luogo il fantasista pratese, mentre alcuni compagni erano sulla pista di atletica a prendersi il loro avere. La stessa identica affermazione arrivò dopo la sconfitta dell' anno scorso proprio contro la Lazio e curiosamente proprio come allora anche in questa stagione la giornata seguente sarà Bologna-Napoli. Allora arrivò un' altra sconfitta, stavolta speriamo che arrivi un altro pareggio.

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti