Mentre a Bologna tengono ancora banco le questioni società e allenatore, in Brasile giovedì c'è stato il calcio d'inizio dei Mondiali di calcio, con i padroni di casa che nonostante una partita alquanto piatta sono riusciti comunque (grazie anche all'aiutino di "Dragonball") a battere la Croazia e a cominciare bene la competizione, che visto il fattore casalingo, li vede come favoriti principali. Proprio in questo momento invece, a Manaus, sono in campo gli azzurri che fanno il loro esordio contro la nazionale inglese del ct. Roy Hodgson. L'Italia Paese come in ogni competizione che si rispetti, si è fermata. In questo preciso momento sono tutti davanti ai televisori e ai maxischermi sparsi in varie città, a fare il tifo per la Nazionale, e tra i tanti tifosi se osserviamo attentamente, troveremo probabilmente anche qualche volto triste e malinconico di più di qualche bolognese.
Due anni fa, proprio di questi tempi, Bologna e la sua piazza vivevano tutta un'altra situazione. Erano tutti pronti a gustarsi gli Europei di Ucraina e Polonia, e a mostrare con orgoglio il proprio gioiello, il proprio capitano, quell'Alessandro Diamanti, che a suon di gol e assist aveva trascinato in quella stagione la squadra rossoblù ad una quasi qualificazione in Europa League. Clima disteso e atmosfera meravigliosa in città insomma. Diamanti ovviamente ricambiò la fiducia di mister Prandelli e il sostegno dei bolognesi, e disputò un Europeo ottimo, entrando quasi sempre a partita in corso, mettendoci quella grinta che lo ha sempre contraddistinto e segnando anche il rigore decisivo contro l'Inghilterra ai Quarti di finale (eh già, proprio l'Inghilterra). Nonostante la sconfitta in finale contro la Spagna avesse lasciato l'amaro in bocca, Bologna chiuse l'Europeo fiera di sè, fiera del proprio nazionale e fiera della propria storia.
Ora a distanza di due anni, è cambiato praticamente tutto. La piazza è arrabbiata e delusa per la retrocessione in serie B (la giocheremo?) dopo un campionato che senza mezzi termini potremmo definire ridicolo, Diamanti è ormai un ex odiato da gran parte del pubblico, definito uno "Schettino" qualunque visto il trasferimento in Cina a Gennaio, e per di più fuori dai 23 per il Mondiale. Ma non è finita qui; c'è anche un altro giocatore legato in qualche modo al Bologna ad aver avuto una delusione abbastanza simile ai rossoblù e al suo ex capitano, e stiamo parlando ovviamente di Alberto Gilardino. L'attaccante di Biella infatti, dopo la grande stagione a Bologna e la conferma a Genova quest'anno, è stato escluso anch'egli un po' a sorpresa (visto il cammino nelle qualificazioni) dai 23 e non ha nascosto la sua amarezza per la decisione del ct.
Insomma, ci pare di poter dire che il destino sia stato davvero crudele con l'universo rossoblù quest'anno e che tirando le somme, non sia difficile immaginare che Bologna darebbe qualsiasi cosa per poter cancellare questa stagione da incubo e poter ritornare al 2012, quando tutto era più bello e quando anche una partita della Nazionale italiana significava poter vedere un po' di Bologna e della propria squadra del cuore in campo. Oggi invece cos'è rimasto? L'amore per la Nazionale c'è sempre, quello è fuori di dubbio, ma poi? Non è rimasto più "nessuno", anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, con la retrocessione probabilmente è andato via anche l'orgoglio: l'ultima cosa a cui potevamo aggrapparci, l'ultima cosa che c'era rimasta!
Nonostante tutto comunque, mettiamola così: questo Mondiale per i bolognesi sarà un modo come un altro per riconciliarsi con il calcio, per riaccendere quella passione che ahinoi Ballardini e i suoi "prodi" eroi, hanno fatto lentamente e tristemente spegnere quest'anno. Forza azzurri, cominciamo da ora, questa notte è nostra, Bologna è con voi.
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