L'arrivo di Bagni al Bologna fa ben sperare nella fine dell'idillio tra Guaraldi e Zanzi. Se infatti, il patron rossoblu aveva ancora fiducia nelle scelte e nel modus lavorandi del d.g. tuttofare, non si sarebbe mai impegnato a mettere un altro stipendio nelle casse piangenti del Bologna. Ma qualcosa l'ha spinto a riprendere l'uomo di mercato. Il vecchio contenzioso ha fatto il suo, infatti lo stipendio di Bagni è più o meno la cifra che gli doveva il Bologna se perdeva la causa. Oramai che i soldi erano da spendere perlomeno ci si è aggiudicati anche l'operato del buon Salvatore. Ma comunque il posto di Zanzi non è più così sicuro come un tempo. Il contratto in scadenza sarebbe di per se un buon motivo per concludere i rapporti, anche perché non si capisce perché dovrebbero continuare, visto le criticità espresse in questi anni. Se così succedesse il posto vacante di Direttore Generale potrebbe passare all'attuale Direttore Sportivo Adriano Polenta (che così continuerebbe la sua felice scalata: da capo degli osservatori, a Ds, a Dg) e bisognerebbe andare in cerca di un buon Ds che, con il beneplacito di Bagni, sappia giocarsi le poche carte che gli offre il Bologna. Sotto le due torri serve una persona che sappia ottimizzare le compravendite spendendo il minimo, racimolando il massimo e sfoltendo a più non posso.
La persona giusta potrebbe essere Giuseppe Vitale, ultima esperienza allo Spezia e una vita nell'Empoli. Il primo anno da Ds nella squadra toscana era il lontano 1999/2000, in serie B e, appena arrivato, fece una campagna acquisti che fruttò sei nuovi innesti e ben sedici cessioni, così da sfoltire qualche stipendio inopportuno. L'anno successivo affinò le armi e con soli tre acquisti e ben sei cessioni sfiorò la serie A persa solo ai Playoff. Ma l'impianto era già costruito bene, l'anno successivo, infatti, non acquistò nessuno e cedette altri tre giocatori: quarto posto e promozione in serie A. Si trovò a dover affrontare la massima serie senza che il presidente gli staccasse assegni di grande entità, ma nonostante ciò i quattro, e unici, colpi di mercato furono Borriello, Padoin, Carparelli e Saudati. Gli anni successivi videro l'Empoli alternare sorprendenti campionati nella massima serie e discese in cadetteria. Il lavoro di Vitale fu fondamentale per quella che fu l'epoca d'oro della squadra toscana. Nel 2006/2007, con 54 punti, arrivò a qualificarsi in Coppa Uefa, nello stesso anno raggiunse anche i quarti di Coppa Italia. Cosa curiosa dell'operato di Vitale è che quasi in tutti i campionati ha sempre fatto più cessioni che acquisti (fate conto che dal 1999/2000 al 2011/2012 ha eseguito un totale di 56 acquisti e 102 cessioni), musica per le orecchie del Bologna che è zeppa di esuberi! Nel suo Empoli sono stati lanciati giocatori come Almiron, Maxwell, Eder, Corvia, Pasquato, Lazzari, Rocchi, Maccarone, Giovinco e Marchisio, che in molti casi hanno fruttato vagonate di plusvalenze (clamorosa quella di Maccarone acquistato per 300 milioni di lire e venduto al Middlesborough per 27 miliardi). Insomma Vitale è l'uomo giusto per il Bologna, perché se il presidente deve mettersi nelle mani dei collaboratori è meglio che si metta nelle mani giuste.
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