Quello che non doveva accadere con grande puntualità è accaduto e contro la Fiorentina è arrivata la settima sconfitta casalinga. Ora nel nostro orizzonte si prospetta una meritata quanto fallimentare retrocessione. Meritata, perché prima Pioli poi Ballardini non sono riusciti a dare un'identità a questa squadra, non sono stati capaci di portare un minimo di continuità, che sarebbe sicuramente stata sufficiente per ottenere una salvezza, che mai come quest'anno doveva essere alla nostra portata. Fallimentare perché, nonostante le promesse di inizio stagione (ricordiamo tutti che si era parlato di alzare l'asticella), la società ha proseguito sulla strada del progressivo indebolimento tecnico, con l'aggravante della cessione di Diamanti a mercato chiuso. Questa gestione assolutamente disastrosa ha determinato la situazione attuale.

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Non avendo in rosa centrocampisti in grado di fare la doppia fase, per limitare i danni si è stati costretti a giocare con un centrocampo a cinque. La caratteristica di questo modulo (3-5-1-1) è quella di garantire compattezza e buona copertura difensiva a discapito della fase offensiva, che ovviamente ne risente. Per salvarsi sarebbero bastati un paio di punti in più? Allora perché non si è puntato maggiormente sulla fase difensiva, senza incaponirci a cercare soluzioni più offensive, che non hanno portato a nulla di buono? Forse un paio di pareggi in più sarebbero arrivati. Sono consapevole che fare della dietrologia non è mai bello, ma allora perché non provare in queste ultime tre partite?

Contro la Fiorentina abbiamo avuto la presunzione di poterli schiacciare e per venti minuti siamo riusciti a tenere il pallino del gioco, ma alla prima occasione siamo stati beffati perché il nostro debole sistema di gioco funziona discretamente solo se si rimane chiusi e non appena si allargano un minimo gli spazi, perdiamo la bussola e veniamo puniti dagli avversari con estrema regolarità. Nonostante tutto questo, incredibilmente la luce della speranza non si è ancora spenta del tutto, perché dagli altri campi continuano ad arrivare buone notizie e con soli 28 punti abbiamo ancora qualche possibilità di mantenere la serie A.

Poniamo che per salvarsi siano sufficienti 4-5 punti. Potenzialmente potremmo farne 5 segnando un solo goal contro il Catania, se riuscissimo a non prenderne più fino alla fine. Mai come in questo momento l'attenzione difensiva diventa determinante, anche perché diventa difficile pensare che in tre partite il nostro attacco si svegli e cominci a segnare. Per mantenere la Serie A dobbiamo recuperare un punto al Sassuolo (o tre al Chievo) a causa della classifica che ci vede sotto negli scontri diretti. Domenica contro il Genoa ci sarà un'occasione perché il Sassuolo gioca a Firenze ed un punticino ci potrebbe consentire di scavalcarli. Potrebbe succedere di tutto ma in questo momento è inutile fare calcoli, bisogna pensare solamente a noi stessi e a fare bene sul campo. Bisogna farlo per la piazza di Bologna, che per l'ennesima volta ha dimostrato di meritare alla grande la serie A .

Domenica si è vista tutta la potenzialità della nostra meravigliosa tifoseria; ad un passo dalla retrocessione, sotto tre a zero, tutto lo stadio in piedi a cantare. Perché non è importante il risultato, non è importante se si retrocederà, quello che conta è che il Bologna appartiene ai suoi tifosi, che ci saranno anche in serie B e ci saranno anche quando questo Presidente si deciderà ad uscire di scena. Tra poco più di due settimane sapremo con certezza quale sarà il nostro futuro. Saranno momenti intensi, di grande passione, che sinceramente sarebbe stato molto meglio non vivere, ma abbiamo scelto di essere tifosi di questo maltrattato club e tutta questa sofferenza la dobbiamo mettere in preventivo. E' nel nostro Dna.

Tutti in piedi. Forza Bologna.

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