Sarà carenza di mezzi tecnici, sarà eccesso di bontà, sarà qualcos’altro. Fatto sta che il Bologna, come affermato ai nostri microfoni anche dal direttore Xavier Jacobelli, da inizio anno è salito su questo pazzo ottovolante e fa su e giù, zona salvezza-zona rossa, senza volersi fermare. Con buona pace dei tanti cuori rossoblù che dovranno sospirare fino a fine campionato, sperando che alla fine i ragazzi di Ballardini parcheggino l’ottovolante in zone sicure. Gran parte del campionato il Bfc l’ha trascorsa tra la 17esima e la 18esima posizione, rispettivamente ultima zona utile per la permanenza in A e prima della zona retrocessione, molte volte sembrando quasi che ci prendesse gusto.

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Del domani (e della salvezza) non v’è certezza, quel che appare certo invece è che la squadra rossoblù sarà una delle candidate al prossimo premio Nobel per la pace. Voi cari lettori vi starete chiedendo il perché, molti probabilmente penseranno che questa frase è figlia del venerdì sera che ha partorito questo editoriale. Tranquilli, sono lucidissimo, e vi spiego subito il motivo per cui Kone e compagni saranno (in un mondo parallelo, ovvio) in lizza per il prestigiosissimo premio: ogni volta che ne aveva la possibilità, il Bologna non è mai riuscito a sprintare e ad allontanare le dirette avversarie, oppure ad avvicinare quelle che la precedevano. In particolare, ho scelto nove partite che rappresentano appieno il mio pensiero. Avrei voluto rivivere tutto il campionato, giornata dopo giornata. Poi però, dopo un rapido sguardo alla lista dei risultati, ho capito che sarebbe stato un puro esercizio di masochismo, indi per cui mi limiterò “solamente” a queste nove gare.

5° GIORNATA: BOLOGNA-MILAN 3-3

La prima, grande, occasione buttata dritta dritta nel cestino, la partita dalla quale avremmo dovuto capire quale sarebbe stato l’andazzo del campionato rossoblù. La squadra di Pioli, sotto per 1-0 dopo il gol di Poli, ha la forza e il coraggio di reagire e di ribaltare il match sul 3-1, grazie ai gol degli esordienti Laxalt e Cristaldo. Poi, gestione perfetta della gara fino al minuto 89’, quando avviene il black-out: in 3 minuti il Milan prima accorcia con Robinho e poi pareggia con Abate, lasciando al Bologna tanti rimpianti e due punti in meno nella saccoccia. Al ritorno poi, altro finale thriller e altra beffa, con Balotelli che nel giorno di S.Valentino trafigge i cuori rossoblù con un fendente da oltre 30 metri

8° GIORNATA: SASSUOLO-BOLOGNA 2-1

Si gioca su un campo ai limiti della praticabilità, col Sassuolo che parte subito forte e va sul 2-0 dopo nemmeno 20 minuti. Il Bologna non si scompone, giocando probabilmente una delle migliori partite della prima parte di campionato, e riesce ad accorciare al 34’ con un rigore di Diamanti. Secondo tempo tutto cuore che non serve ad arrivare al pareggio, con Bianchi che nel recupero ha un’occasione pazzesca ma di testa non riesce ad inquadrare la porta, da distanza ravvicinatissima. Altro punto buttato, per di più in uno scontro diretto

12° GIORNATA: ATALANTA-BOLOGNA 2-1

Dopo la sconfitta nel derby contro il Sassuolo, il Bfc infila tre risultati utili consecutivi, che portano alla causa 7 punti di puro ossigeno e il 15° posto in graduatoria. Troppo in alto, la testa comincia a girare e la truppa sbanda: questa, in estrema sintesi, la gara contro l’Atalanta. Giocata praticamente senza portiere, visto che Curci aveva deciso di dare il peggio di sé mostrando tutto quello che un portiere non deve fare (specialmente se giochi in Serie A): intervento morbido sul gol di Brivio, al quale mette una pezza l’ex Bianchi con la rete dell'1-1. I prodromi per una domenica perfetta ci sarebbero tutti: risultato positivo strappato in un campo ostico, primo gol di Bianchi… Troppo bello per essere vero, ci pensano Livaja e Curci a complicare tutto: in pieno recupero, la punta ex Inter fulmina un poco reattivo Gianluca e fa 2-1, scippando un altro punto al pallottoliere rossoblù.

18° GIORNATA: CATANIA-BOLOGNA 2-0

Si gioca il giorno della Befana, ma sembra la notte di Halloween. Il Bologna riesce nella difficile impresa di resuscitare una squadra agonizzante da diverso tempo, giocando male (e contro il proprio allenatore) e subendo una pesante sconfitta che poteva essere assolutamente evitata. Cala giù il sipario sull’era Pioli, arriva Ballardini che trova comunque la squadra “virtualmente” salva al 17esimo posto

22° GIORNATA: BOLOGNA-UDINESE 0-2

Dopo aver inanellato tre ottimi pareggi contro Lazio, Napoli e Samp, Ballardini ha un’occasione più che ghiotta: ospitare un’Udinese in grandissima difficoltà e distante soli due punti. La fortuna sembra voler addirittura aiutare i rossoblù: nel riscaldamento si fa male Brkic, portiere titolare dei friulani, e Guidolin decide di far esordire Simone Scuffet, promettente ragazzo ma pur sempre classe ’96: un pizzico di emozione in più e la frittata può avvenire in qualsiasi momento. Risultato? Il Bfc non si degna di fare un tiro in porta, e perde malamente per due reti a zero, dando il là nel contempo alla risalita dei bianconeri

26° GIORNATA: VERONA-BOLOGNA 0-0

I ragazzi rossoblù iniziano il decisivo mese di marzo sempre fuori dalla zona rossa, spaparanzati al 17° posto manco fossero sul divano di casa a guardare la tv. E il primo match del mese pazzerello per definizione, a casa di un Verona a ridosso della zona Europa, è probabilmente la fotografia perfetta del cammino rossoblù in questa stagione: partita bloccata sullo 0-0 nel primo tempo, inizia la ripresa e Bianchi ha l’opportunità di sbloccarla dal dischetto. Ma l’ex Toro calcia malissimo, frantumando altri punti utili alla salvezza

28° GIORNATA: LIVORNO-BOLOGNA 2-1

Uno scontro diretto che non si poteva assolutamente perdere. Il Bologna fa praticamente l’opposto, giocando una prima frazione attenta ma troppo remissiva, e andando in tilt ad inizio ripresa: uno-due firmato Benassi-Paulinho nel giro di circa 10 minuti. La reazione è tardiva e solo su rigore, con Lazaros che a 4’ dalla fine riaccende la fiammella della speranza. Ma nemmeno la superiorità numerica riesce a svegliare la compagine bolognese, che esce dal “Picchi” a mani vuote e coi soliti, tanti rimpianti

30° GIORNATA: CHIEVO-BOLOGNA 3-0

Dopo i 3 punti “di rigore” ottenuti contro il Cagliari (a cui bisogna dire grazie in 130 lingue per i 6 punti gentilmente offerti alla causa), il Bologna ha il compito di provare a non perdere e tornare da Verona muovendo la classifica. Detto, fatto: il Chievo passeggia sul Bologna trascinato da quel Paloschi che a gennaio era stato molto vicino all’approdo sotto le Due Torri, ma i felsinei restano comunque 17°. Solo perché le altre dietro riescono a fare peggio

31° GIORNATA: BOLOGNA-ATALANTA 0-2

Subito dopo la batosta di Verona, arriva a Bologna un’Atalanta lanciata verso la zona Europa League e reduce da 5 vittorie consecutive. L’atteggiamento degli oroboci però non è dei più spietati, con la salvezza ormai in tasca ci si può concedere un sabato pomeriggio tranquillo. La fortuna (o il guaio, a seconda dei punti di vista) è che, se l’Atalanta è scesa in campo in ciabatte, il Bfc non aveva nemmeno quelle. E così, prima Estigarribia e poi De Luca bucano la rete di Curci, ottenendo la sesta vittoria consecutiva e il record nella storia della società bergamasca. Una settimana dopo però, il Sassuolo con orgoglio e motivazioni a mille andrà a vincere a Bergamo, dimostrando che molto spesso la voglia e il cuore sono determinanti nel guadagnare punti preziosi e raggiungere la salvezza

Il Bologna ora, dopo la sconfitta contro la Juventus, è sempre 17esimo. Solo che al suo fianco c’è il Sassuolo, che l’ha raggiunto e anzi superato, in virtù degli scontri diretti che vedono in vantaggio i neroverdi. Da oggi comincia un nuovo mini-campionato, come ammesso dallo stesso Ballardini, la cui squadra dovrà pensare a fare più punti possibile e soprattutto provare a dimenticarsi degli 8-9 punti persi nelle partite che vi ho appena elencato. Se è vero che sbagliando si impara, il Bologna dovrà far tesoro degli errori commessi e scendere in campo con un atteggiamento propositivo e deciso, contro un’avversaria superiore come la Fiorentina che comunque qualcosa potrebbe concedere, vista anche l’imminente finale di Coppa Italia. Perseverare invece, oltre che diabolico, significherebbe una sola cosa: retr…. Vabbè, avete capito, quella parola brutta che non riesco nemmeno a scrivere. Al campo, come al solito, spetta l’ardua sentenza.

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