L’ultima delle tredici sconfitte subite dal Bologna in questo campionato è suonata nelle orecchie dei tifosi rossoblù come una inaspettata e fastidiosa sveglia. Come quelle che si attivano la domenica mattina, quando, dopo una notte di festa, ci si è dimenticati sopra al comodino il cellulare acceso.

Forse sarà perché, con la bella vittoria dell’Adriatico, avevamo creduto di poter dormire sonni tranquilli e di poterci anche risvegliare solo durante le ultime partite del girone di ritorno.

Forse sarà perché nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’ultimo Bologna, quello che aveva, per intenderci, affrontato a testa alta il Chievo, la Roma ed il Pescara, potesse fornire in Sicilia una prestazione così priva di colori, tipica di chi è già retrocesso o, ancor peggio, di chi si sente la salvezza in tasca.

Forse perché il Genoa ed il Siena non dormono, anzi, corrono davvero.

Forse per altro. Ma dopo Catania, dopo l’ennesima partita persa, a noi bolognesi l’allarme è suonato forte e chiaro, e ci ha fatto preoccupare di nuovo per le sorti del campionato dei rossoblù.

Eppure nelle ultime gare il Bologna aveva lasciato l’impressione di essere ormai giunto ad un buon punto di maturazione. I rossoblù, anche grazie allo sforzo dell’Allenatore, sembravano, nel bene e nel male, avere trovato una loro dimensione e, in un certo senso, anche un loro equilibrio. Da un paio di settimane Pioli aveva finalmente risolto il dilemma del portiere, individuando, in Curci, il protettore degli interessi rossoblù. Il bomber Gilardino, dal canto suo, era di nuovo ritornato in possesso dei migliori attrezzi per scardinare le difese avversarie. Sorensen, Antonsson e Cherubin avevano cominciato pure a parlare la stessa lingua. Kone e Gabbiadini iniziavano a rappresentare una piacevole alternanza. Il ”Ruso” ed Alino, infine, i combattenti di sempre.

Fino a domenica scorsa il Bologna sembrava, dunque, avere la possibilità e la qualità per potere giocarsi un buon campionato, alla pari con tutte. Sembrava, insomma, aver le carte in regola per potersi allontanare, con personalità e senza troppi sforzi, dalla zona rossa.

La sconfitta di Catania, avvenuta nel bel mezzo di un girone di ritorno dove nessuno pare più riposare e tutte le dirette concorrenti incassano sempre punti, oltre a mostrare la tenacia delle inseguitrici, ha riportato il Bologna alla dura realtà, di preciso, al quint’ultimo posto.

La sesta giornata del girone di ritorno, purtroppo, ha evidenziato nuovamente i limiti di una squadra che, a differenza dello scorso anno, non riesce più ad adattare, con continuità, il suo gioco alle avversarie, subendo il fatto di avere una punta che deve essere servita direttamente in area e nessuno che può mai sostituire Diamanti.

Per non finire come il coniglio, per non farci sentire troppe sveglie, i rossoblù dovranno, quindi, recuperare subito il bandolo della matassa, eliminare le tossine accumulate in quest’ultimo scivolone, fare punti e scrollarsi di dosso chi sta dietro. Già martedì prossimo, data prevista per il recupero della partita contro la Fiorentina, tempo permettendo, i rossoblù dovranno scendere in capo per ottenere un risultato, compatti come la neve che, da giorni, sta imbiancando Bologna ed il Dall’Ara, dimostrando subito di aver cambiato pelle e mentalità.

Per portare a casa la partita contro gli uomini di Montella, occorrerà, al di là di tutto, anche una vera impresa. Tutti dovranno gettare il cuore oltre l’ostacolo. Nessuno potrà certamente permettersi di rimanere nel torpore di domenica scorsa. Nessuno potrà più dormire. Tifosi compresi.

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