Confusione. La parola che può sintetizzare nel migliore dei modi questo momento della stagione del Bologna è proprio “Confusione”. È ovunque: è all'interno della società, è nella testa di Ballardini, e chiaramente anche nel rettangolo di gioco. Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla gara di sabato sera.

Quella con l'Udinese era una partita da vincere, senza mezze misure. Non si è perso solo per colpa dell'arbitro, questo è chiaro. Perché se il Bologna avesse giocato a calcio e cercato la porta con più convinzione, ci si sarebbe presto dimenticati del fallo di Pazienza e della trattenuta su Moscardelli. Ma in queste partite, dove nessuna delle due squadre tira praticamente mai in porta, sono gli episodi a decidere. E le sviste di Calvarese sono state abbastanza evidenti. Ma si mettano da parte gli errori del direttore di gara e ci si concentri sulla partita dei rossoblù. Il Bologna, dopo avere regalato il primo tempo, ha fatto qualcosa di buono nella ripresa; ma sta di fatto che il giovane Scuffet non è mai stato impegnato. Il reparto più in difficoltà è chiaramente il centrocampo. Perez si impegna e lotta, ma non può fare il mediano. Pazienza ha giocato in “surplace”, senza mai alzare l'intensità del suo gioco (novità?). E Kone è senza dubbio un gran corridore, ma il ruolo di mezzala è limitante per uno con le sue caratteristiche.

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Ecco allora che una certa confusione è anche nella testa di Ballardini. Il mister ravennate ha ottenuto tre punti in quattro partite, una media in linea con quello che era l'andamento prima del suo arrivo. Pioli non andava tenuto, un cambio era assolutamente necessario. Penso però che l'impatto del nuovo tecnico non sia stato così forte come era sembrato dopo la gara contro il Napoli, che ripensandoci, è stato un vero e proprio fuoco di paglia. Si diceva che Pioli avesse la sua cerchia di giocatori e non considerasse gli altri. Ecco, Ballardini ha ridotto ulteriormente questa cerchia. Krhin, Laxalt, Cristaldo tutti finiti nel dimenticatoio. Non che i tre siano mai stati decisivi e fondamentali per la squadra, ma in certe situazioni, forse, potrebbero essere dei discreti cambi. La speranza è che i due nuovi arrivati possano mettere ordine e ricoprire quelle posizioni che adesso sono scoperte.

La confusione all'interno della società è palese e sotto gli occhi di tutti: gli arrivi del mercato sconosciuti al tecnico, Zanzi che rimane perplesso dopo il tesseramento di Ibson, nessuno che va a prendere il ragazzo all'arrivo a Roma, le sospensioni di Guaraldi, le continue polemiche tra Morandi e la curva, e chi più ne ha più ne metta. In tutto questo, il CdA di oggi dovrà prendere delle decisioni e cercare di fare chiarezza su più punti, anche sulla situazione di Diamanti. Il capitano si è beccato più volte con il pubblico durante la partita di sabato. I tifosi si sono stufati, questo è chiaro; ed è anche chiaro che a lui i fischi non vanno bene. Lui si sbatte, corre, ci prova ed è uno dei pochi a dare sempre il massimo in campo. Sabato sera è arrivato allo stremo delle forze, si spera che non sia arrivato anche allo stremo della sopportazione. Se dovesse andare via, sarebbero guai (e anche grossi) per questo Bologna che non può pensare di stare senza il sinistro del suo capitano.

Nonostante questo, si è ancora quartultimi. Paradossale e incredibile come la quota salvezza si stia pian piano abbassando. Non serviranno i classici 40 punti, ad oggi secondo un calcolo matematico si potrebbe pensare di essere tranquilli anche a 36-37. Gran parte del destino del Bologna si deciderà nelle prossime gare, guardando anche quello che faranno gli avversari. Perché le sfide di Febbraio contro Torino, Milan e Roma, non sembrano le più semplici da affrontare.

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