Le ultime due partite ci hanno mostrato le due facce del Bologna di questo finale di stagione, quella arrendevole e morbida della trasferta di Verona e quella grintosa ma povera di contenuti, vista nella sfida casalinga contro l'Atalanta. Non è un caso se in entrambe le partite sono arrivate due sonore sconfitte. Bisogna essere onesti, contro la formazione di Colantuono il Bologna è sceso in campo con l'atteggiamento giusto, ma questa rosa ha la coperta corta e in ogni occasione in cui la squadra prova a spingere sull'acceleratore, lasciando qualche spazio in più, viene regolarmente punita dagli avversari, che si infilano tra le maglie della nella nostra difesa, come lame nel burro.
Finora le partite migliori le abbiamo disputate con il 3-5-2 (o 3-5-1-1 con Diamanti), ma la perdurante inconsistenza del nostro fronte offensivo ha spinto, prima Pioli poi Ballardini, a cambiare, per cercare qualche soluzione in più a supporto delle punte. Troppi esperimenti (3-4-2-1, 3-4-1-2, 4-3-1-2, ecc..) che non hanno fatto bene al Bologna, che prima hanno portato all'esonero di Pioli e che oggi ci consegnano una classifica deprimente. Probabilmente si sarebbe dovuto proseguire con il 3-5-2, visto che le punte non hanno comunque mai segnato (con qualsiasi modulo proposto). Forse sarebbe servito a raccattare qualche punticino in più che oggi farebbe molto comodo.
La coperta corta nasce soprattutto dall'assenza in rosa di centrocampisti capaci di fare le due fasi (lo scorso anno c'erano Taider e Guarente). Durante il mercato invernale si è cercato un regista (era quello che serviva?), ma sono arrivati una mezzala con dieci minuti nelle gambe ed un trequartista che doveva essere un mediano, ma che appare spaesato in qualsiasi ruolo lo si schieri. Si è rimediato scoprendo Lazaros mezzala, ma non si è risolto il problema del ruolo di Kone che nel 3-5-2 (dove il trequartista non è previsto) è stato schierato in ogni posizione possibile, con pessimi risultati. Le scelte di Pioli e Ballardini sono sempre state condizionate da queste problematiche: nonostante la rosa sia ampia e costosa, è totalmente priva di centrocampisti abili in fase di copertura, la cui presenza avrebbe dotato lo staff tecnico di maggiori soluzioni soprattutto offensive.
Ci ricordiamo tutti il famoso e pluridecorato 3-4-2-1 con cui Pioli ci portò ad ottenere 51 punti. In quella squadra c'era equilibrio: la convivenza di Ramirez, Diamanti e Di Vaio era possibile solo grazie alla presenza davanti alla difesa della celeberrima diga formata da Mudy e Perez. Mentre quest'anno, ogni volta che la squadra è scesa in campo con due trequartisti dietro alla punta, si è disunita ed ha subito valanghe di goal. Con il senno di poi a gennaio si poteva pensare di affiancare a Perez un'altro mediano di rottura, come ai tempi della diga, oppure si poteva cercare sul mercato almeno un giocatore simile a Taider (in grado di fare la doppia fase), per garantire maggiori soluzioni. Ma niente di tutto ciò è stato fatto e oggi ci troviamo con gli stessi problemi di inizio stagione.
Credere nella salvezza diventa sempre più difficile, sia per la situazione di classifica, sia per la debolezza mostrata nelle ultime uscite dagli uomini di Ballardini. Tuttavia i punti a disposizione sono ancora tanti e non è ammissibile arrendersi ora, anche se psicologicamente siamo in una condizione di grande difficoltà. Bisogna reagire, dimostrare di essere uomini e di avere rispetto per la maglia che si indossa, perché una piazza come Bologna non merita lo scempio che si sta delineando. Sabato a fine gara sono arrivati tanti fischi, ma la delusione per il risultato e l'esasperazione per la situazione di classifica, hanno reso vano l'impegno mostrato dalla squadra, che nonostante la sconfitta, ha giocato con più voglia rispetto alle ultime uscite. Purtroppo per fare risultato serve altro: non possiamo chiedere a questi giocatori di fare meglio delle loro possibilità, delle loro capacità.
Se siamo ancora in linea di galleggiamento lo si deve alla pochezza tecnica delle avversarie, ma anche e soprattutto alla nostra difesa, che nel lotto delle pericolanti è sicuramente la più forte. Col senno di poi si doveva puntare tutto su quella e provare a salvarsi con la compattezza del 3-5-2, un punto alla volta, ma purtroppo si è scelto di lanciarsi in esperimenti che non hanno dato nessun risultato.
Ora mancano sette giornate e sarà importante provare a fare qualche punto, anche dove sulla carta appare impossibile, perché il rischio è quello di ritrovarsi alla fine di questo ciclo infernale (Inter, Parma, Juve e Fiorentina), molto più indietro di quanto non siamo oggi. Bisognerà puntare a qualche pareggio e confidare sul fatto che storicamente il Bologna sfodera le migliori prestazioni proprio contro gli avversari più forti, mentre fatica terribilmente con le avversaria alla sua portata. Forza ragazzi proviamoci!
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