Gli applausi di Ballardini a fine partita sembravano quasi di incoraggiamento, come a dire: “Ragazzi, va bene così. È un punticino che muove la classifica, fa lo stesso se non è arrivata la vittoria”. Vero è che, soffermandosi sula differenza di classifica tra le due squadre, verrebbe quasi da pensare che sia un punto guadagnato piuttosto che due persi. Guardando invece come si era messa la partita, come il Bologna “ai punti” avrebbe meritato, come sia impensabile prendere un goal del genere a dieci minuti dalla fine, viene da vedere il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che il contrario. La squadra ha tenuto meglio il campo dell'avversaria, ha mostrato più grinta e carattere. Ma c'è anche da dire che il Parma ha fatto il minimo indispensabile (come l'Atalanta due settimana fa), ha attaccato la porta un paio di volte e quando ha voluto alzare il ritmo offensivo ha colpito e fatto diventare grigio un pomeriggio che, in caso di tre punti, sarebbe stato ben più roseo. La sensazione che dà questo Bologna è di essere una squadra estremamente fragile, che ruota attorno ad un paio di giocatori chiave, ma nella quale coloro che dovrebbero essere comprimari e dare stabilità, spesso si perdono e non danno le garanzie necessarie. Garics, per esempio, dopo la buona gara di San Siro è ricaduto in uno dei tanti errori stagionali. Chiaro, il goal di Palladino è frutto anche di una buonissima invenzione dell'attaccante napoletano, ma l'opposizione dell'austriaco è stata troppo debole. E a dieci minuti dalla fine, quando la concentrazione dovrebbe essere massima, certe disattenzioni non ci dovrebbero essere. Peccato, perchè la gara del terzino fino a quel momento non era stata neanche troppo negativa. Chi invece ha dato conferma di essere uno dei punti di forza di questa squadra è Nicolò Cherubin. Fare il suo nome oggi, dopo il goal da attaccante puro di due giorni fa, è fin troppo facile; ma il ragazzo ha fornito una buonissima prestazione anche in fase difensiva dando compattezza, organizzazione ed ordine, mettendo una pezza in ogni offensiva parmigiana. È un giocatore importante per questo Bologna, lo è stato lo scorso anno e lo sta confermando anche adesso dopo l'infortunio. Ancora una volta si è vista una squadra che è stata capace di lottare. Peccato, però, che questo spirito combattivo sia stato fine a se stesso e sia mancata la cattiveria per chiudere la gara. Purtroppo questo non basta per vincere le partite, ci sarebbe bisogno di quella qualità che nella rosa rossoblù manca enormemente. La cosa che maggiormente fa arrabbiare è che questa mentalità sia venuta fuori troppo tardi. Il Bologna ha giocato contro Catania, Chievo e Livorno al ritorno, delle gare da brividi. Se si fosse scesi in campo con un'altra concentrazione, oltre alle figuracce, si sarebbero potuti fare quei punti che adesso terrebbero le avversarie a distanza e regalerebbero maggiore sicurezza. Così non è stato, non sono state sfruttate le occasioni e si dovrà “stare sul pezzo” fino alla fine. Il rischio concreto di non fare punti nelle prossime due settimane esiste eccome. Ancora una volta ci potremo attaccare alle gare non facili delle avversarie (il Livorno giocherà contro Milan e Lazio, il Sassuolo contro Chievo e Juventus), e quindi c'è la possibilità che tutto continui a rimanere invariato. Ecco perchè, con i due punti di ieri, la situazione sarebbe stata decisamente migliore. Forza e coraggio, sotto a lavorare in questa settimana di Pasqua. Non è Natale, l'aria di festa non si respira e regali non se ne riceveranno da nessuno. Sarebbe bello però farselo da soli, un bel regalo, andando a strappare almeno un punto allo Juventus Stadium. Sogni, che probabilmente rimarranno tali. Ma, fino a sabato, la speranza ci sarà.

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