Altro giro, altra corsa. Oggi ad ora di pranzo, nell'ormai classico lunch-match della serie A, al Dall'Ara andrà inscena il derby tutto emiliano tra il Bologna di Ballardini e il Parma di Donadoni. Match delicatissimo per i felsinei, che affronteranno una squadra in salute che nelle ultime cinque gare ha raccolto 7 punti, di cui ben 6 contro avversarie del calibro di Milan (2-4) e Napoli (1-0) perdendo solamente all'Olimpico contro la Lazio beffata all'ultimo minuto e allo Stadium contro la capolista Juventus. Dall'altra parte i rossoblù sono reduci dal pareggio di S.Siro contro l'Inter e chiamati a confermare quanto di buono visto nell'ultima partita, cercando magari stavolta di portare a casa l'intera posta per evitare di essere raggiunti o sorpassati dal Livorno che a sua volta se la vedrà contro il Chievo. Ma torniamo agli "affari" di casa nostra. Ballardini sembra intenzionato a riconfermare l'undici che ha brillantemente fermato l'Inter 8 giorni fa, fatta eccezione per Krhin che per un affaticamento muscolare non potrà essere della partita e verrà sostituito da Perez, Mantovani che dopo la prova non certamente esaltante contro i nerazzurri potrebbe accomodarsi in panchina a favore di Cherubin ed infine Cech che è tuttora in ballottaggio con Morleo per una maglia da titolare. Davanti confermatissimo il "K.C." con il greco Panagiotis Kone, autore del gol del pareggio a S.Siro, a giostrare dietro El Churry Cristaldo, chiamato al riscatto. Nei ducali invece le assenze sono poche ma pesantissime, non ci sarà Cassano che non ha ancora smaltito una botta al piede e nemmeno il match winner della partita contro il Napoli, Marco Parolo, squalificato. Rientra invece dalla squalifica Amauri che guiderà l'attacco crociato coadiuvato da Schelotto e Biabiany. Le due squadre, divise da ben 33 punti, allo stato attuale hanno obiettivi completamente differenti, con il Bologna che è in apnea da inizio campionato e che sta cercando disperatamente di rimanere a galla evitando così una retrocessione che non sarebbe per niente digerita dalla piazza, e il Parma che dal canto suo si gioca nelle ultime sei giornate la possibilità di tornare in Europa. Quindi una cosa è sicura: le motivazioni da ambo le parti non mancheranno affatto. Detto ciò, è chiaro ed evidente che non basteranno solo quelle per far propria la partita, ma serviranno anche e soprattutto gambe, testa e intelligenza, oltre ad un gran cuore, elemento fondamentale se si vuole restare aggrappati alla massima serie e continuare a riempire Via Andrea Costa la domenica. C'è da dire sicuramente che a differenza del post-Atalanta, il morale dei ragazzi ad oggi è completamente cambiato, e che l'aria che si respira nell'ambiente non è più satura di tensione come fino a 2 settimane fa. Questo influirà sicuramente su quello che vedremo in campo e anche sugli spalti, perchè l'autostima dei giocatori è cresciuta, così come la speranza del tifoso bolognese (nel calcio basta poco) che di conseguenza siamo sicuri non farà mancare l'apporto ai propri beniamini e non comincerà a fischiare al primo errore....almeno si spera! Venendo al campo invece, scommettiamo sull'ennesima grande prestazione di Lazaros (facile eh?), ormai leader indiscusso di questa squadra, quasi a caso. Perchè si, il greco dopo il finale di stagione scorso con il gol alla Fiorentina, sembrava faticare e poter essere l'ennesima meteora del calcio, ma poi a sorpresa eccolo qui, partita dopo partita, minuto dopo minuto, a macinare chilometri e a dare quella qualità che la partenza di Alino Diamanti aveva tolto ai rossoblù, ma soprattutto a dare verve e personalità ad una squadra che sinceramente sembrava non averne molta. Viva Lazaros! A questo punto però mi chiedo: perchè non responsabilizzarlo? Dopo la partenza del fantasista pratese verso la Cina, alla voce capitano mancava un nome, che dopo (ci auguriamo) un consulto nello spogliatoio è arrivato, e ha dato come esito Diego Perez. Per carità, scelta allora condivisibile, ma attualmente visto che El Ruso non sembra più imprescindibile nello scacchiere tattico di Ballardini (oggi siederebbe in panchina qualora Krhin fosse a disposizione) perchè non affidarla al greco almeno in assenza dell'uruguayano? Credo che quella fascia rappresenti qualcosa di importante e che un giocatore "ricevendola in dono" si senta quasi invincibile, perciò perchè non renderlo tale? È gratis. Ok, a questo punto della stagione sono dettagli mi direte...ma a volte, sono proprio quelli a fare la differenza.
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