Il calciomercato ha scatenato infinite e giuste polemiche come purtroppo era prevedibile, visto lo zero budget disponibile. Personalmente sono stufo delle (giuste) recriminazioni e tristezze varie. Il mercato è stato senza soddisfazioni – punto e a capo. Non vedo l’ora che arrivi la partita con il Pescara: basta, giochiamo e (ri)svegliamo il cuore rossoblù. Spero che i nostri eroi (a partire dai grandi Diamanti e Gila per passare dalla promessa sempre più mantenuta Gabbia), con l’orchestrazione di Pioli rimettano in campo quella carica già dimostrata nella partita di domenica scorsa con la Roma, magari con qualche errore in meno in difesa e un centrocampo che riprenda in mano le geometrie.

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Ho già espresso il mio punto di vista sulla situazione dell’Azienda Bologna FC 1909 nell’editoriale precedente: purtroppo è un’azienda in crisi. Il Bologna ha bisogno di una solida strategia di lungo periodo e questo mercato non ha fatto che confermare i limiti di un’Azienda che non è riuscita a darsi una strategia, tagliando i costi inutili e investendo con coraggio sul futuro.


Facciamo il bilancio lato costi: la “buona” notizia è che abbiamo ceduto 5 giocatori, acquistandone 3. Insomma, siamo a 29 (sempre troppi) e non abbiamo avuto grandi benefici reali sul conto economico. Ci stanno Pisanu, Rodriguez (mi chiedo chi sono) e Gimenez (Jimmy il Fenomeno è anche simpatico, ma i campioni sono tutt’altra cosa) – purtroppo tutti e tre ce li ritroviamo sul gobbone a Luglio… sono solo in prestito. Anche Acquafresca è andato in prestito, ma ci può stare. Mi astengo sulla cessione di Portanova per ovvi motivi (forse discreto affare, ma come si fa a cedere un pilastro della difesa e far incavolare entrambe le tifoserie?). Sugli acquisti avevamo chiaramente bisogno del portiere. Non è pervenuto. Ora abbiamo preso tre giocatori, due dei quali ovviamente in prestito. Personalmente non li conosco (ma non vuol dir molto, non sono poi così ferrato). Chiaramente sono due bei prestiti: Naldo Pereira e Christodoulopoulos (o come si scrive). In cerca di informazioni, mi sono imbattuto su un bel video di Youtube del giocatore: gran gol i suoi, speriamo non siano gli unici segnati in carriera (temo ne abbia segnati pochini, ma è comunque centrocampista). Moscardelli almeno è arrivato a parametro zero, non un grande goleador, speriamo sia voluto da Pioli. Ovviamente lui non è in prestito. Insomma, dopo Ramirez, Belfodil, Viviano, e tanti altri, ancora una volta siamo stati costretti a vendere pilastri importanti (Portanova, seppure economicamente un affare per tutti) ma non abbiamo potuto investire. E’ stato già un successone riuscire a tenere il Gabbia (anche se sappiamo tutti come andrà a finire questo prestito secco). Speriamo almeno che Pioli riesca a metterci del suo, serrare un po’ la linea difensiva e ordinare il centrocampo. Speriamo anche che i mirabolanti acquisti Pazienza, Motta e Guarente si sveglino. Senza quella strategia di cui ho già scritto, che non si inventa dal giorno alla notte, siamo destinati a un campionato di sofferenza, rassegniamoci. Ora voltiamo pagina, ricominciamo a giocare con la grinta che ha contraddistinto le ultime prestazioni e, almeno su di me, risvegliato i migliori istinti da tifoso. La partita con l’Inter è stata come rivivere le notti magiche del mundial (peccato per la papera finale), con la Roma ho vissuto momenti di pura follia calcistica (saltando come un ragazzino ai gol di Gabbia, Gila e Pasquato), con la doppia vittoria di Napoli sono letteralmente impazzito. Insomma, nonostante tutti i problemi evidenziati l’entusiasmo di queste partite mi rimarrà nel cuore. E’ buffo, da ragazzo non ero molto appassionato di calcio, non ero bravo nei piccoli tornei di parrocchia e sono andato quasi subito all’estero. Ma allora perché se non riesco a vedere una partita “friggo” così tanto? Tanto da arrivare a seguire la cronaca scritta minuto per minuto sul telefonino se non ho nemmeno una radio?


Sono stato via dall’Italia diversi anni, e quando sono tornato due anni fa mi è ri-esplosa la voglia di Bologna FC (non posso saltare una partita). Sono riemersi, non so come, ricordi sopiti di un’infanzia: la prima volta allo stadio con il mio papà quando avevo 4 anni, il coro Marro Marro Marronaro, la canzone “…se c’è Detari goal” presa dalla famiglia Adamas, i gol incredibili di Baggio che mi riportarono allo stadio. Insomma, nonostante il calcio-mercato, l’imprinting del cuore rossoblù non muore, mai. E allora, visto che la “testa” non può supportarci, affidiamoci a Pioli ed al suo team e speriamo nel loro Cuore con il Pescara.

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