La vittoria a Pescara restituisce al Bologna una classifica meno preoccupante, ma non ancora in linea con le potenzialità espresse sinora dagli uomini di Pioli, che con una prova di forza sono riusciti nell'impresa di espugnare il campo di una diretta concorrente, nonostante i tanti episodi sfavorevoli, non ultimi i due rigori quantomeno generosi fischiati dall'arbitro De Marco. Dal primo al novantesimo il Bologna ha corso, pressato e lottato su ogni pallone, dando prova di essere superiore al Pescara dal punto di vista fisico, oltre che tecnico. A Pescara si è vista chiaramente la mano di Pioli, che anche quest'anno sta costruendo il suo Bologna in corsa, adattando il suo gioco agli uomini a disposizione e dimostrando di essere uno dei tecnici più preparati del campionato.
Ora viene il difficile, vincere in casa con il Siena dopo la vittoria di domenica non sarà facile, perchè inconsciamente si rischia di allentare la tensione, del resto la gioia per il risultato tende a stemperare gli animi e l'adrenalina accumulata pian piano si dissolve. In questo aspetto psicologico l'allenatore ha un ruolo fondamentale, deve conoscere i suoi ragazzi e capire quelle che sono le corde giuste da toccare per resettare le loro menti e riportare i loro pensieri verso un nuovo obiettivo, non meno importante, non meno decisivo. A complicare la situazione sono arrivate ben sette convocazioni dei vari nazionali, che impediranno al gruppo di allenarsi al completo e preparare al meglio la sfida di domenica, inoltre il Siena viene da un'importante vittoria in casa con l'Inter, ecco perchè la partita si dovrà affrontare con massima cautela e determinazione.
Sostanzialmente la squadra e il tecnico stanno facendo il loro lavoro, quello per cui sono pagati, lo stanno facendo bene, con alti e bassi, ma più o meno in linea con le aspettative, mentre quella che in questo momento latita, è la società. Fino a qualche tempo fa eravamo abituati ad esternazioni quasi quotidiane da parte di Guaraldi o altri membri della dirigenza, mentre oggi c'è la sensazione che sia cambiato il clima nella stanza dei bottoni di Casteldebole, dalla quale le dichiarazioni escono sempre più con il contagocce. Forse certa critica feroce ha colpito al cuore la proprietà, che reagisce barricandosi tra le mura amiche, ma è immaginabile che Guaraldi stia attendendo il momento giusto per tornare sotto le luci dei riflettori e rivendicare suoi meriti, magari a salvezza ottenuta. Se così fosse credo che anche una salvezza tranquilla non sarebbe sufficiente a ricucire lo strappo che si è creato tra l'attuale proprietà e la quasi totalità dei tifosi. Quando Guaraldi e soci hanno salvato il Bologna dal fallimento, avevano a disposizione una rosa costituita in gran parte di giovani, con un monte ingaggi idoneo ad una compagine che lotta per la salvezza. Ma in questi anni sono stati capaci di dilapidare tutto il lavoro fatto dall' allora ds Longo, aumentando il monte ingaggi in modo spropositato ed azzerando quasi completamente il valore del monte giocatori. La scorsa estate e' stata allestita una squadra con prestiti secchi, rimandando la gestione di certe problematiche al termine di questo campionato.
Credo che Bologna meriti una gestione più oculata e meno improvvisata, perchè operando in questo modo, se si è fortunati, si possono anche ottenere dei risultati, ma prima o poi i nodi vengono al pettine. La prima cosa che i tifosi chiedono alla società è di continuare ad esistere, sembra scontato, ma non dimentichiamoci che siamo stati ad un passo dal fallimento e che in città di recente abbiamo avuto esempi tristi ed infausti (vedi la Fortitudo nel basket). In secondo luogo i tifosi gradirebbero programmazione e, solo come conseguenza, risultati. Se questi arriveranno grazie al caso (vedi i rifiuti di Felipe e Ballardini, per citare qualche colpo fortunato) e non saranno il frutto di una buona gestione, non basteranno a riavvicinare i tifosi a questa proprietà.
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