Dire che tutti ci saremmo aspettati di più sarebbe alquanto riduttivo. Ma mai mi sarei aspettato una prestazione del genere, avvertivo qualcosa di positivo nell'aria; ma, evidentemente, mi sbagliavo. La gara di Sassuolo, sia chiaro, non aveva convinto nessuno. Ma durante la settimana mi era parso ci fossero tutti i presupposti per andare a Livorno e portare a casa anche solo un punto, che in un periodo di magra come questo, e in un campionato dove (prima di ieri) dietro perdevano tutte, sarebbe già stato un mezzo successo. In più c'erano state le dichiarazioni di Acquafresca, pronto a “spaccare il mondo”. Sono state sicuramente parole esagerate, che hanno portato anche ad accrescere le aspettative nei confronti del ragazzo; ma il risultato è stato che domenica l'italo-polacco è stato uno dei peggiori in campo. In più si andava a giocare in quel di Livorno, contro una squadra che veniva dalla disfatta contro la Sampdoria ed era sembrata in enorme difficoltà, soprattutto sul piano difensivo e mentale. I rossoblù non avevano neanche la pressione di dovere condurre la gara, avevano il solo compito di cercare di ripartire in contropiede e provare a pungere. E quindi sì, devo ammettere che vedevo solo il buono, quello che speravo accadesse. Invece gli uomini di Ballardini sono scesi in campo quasi sfiduciati e con un linguaggio del corpo di chi sembra totalmente rassegnato. Mi chiedo come sia possibile partire con uno spirito del genere contro una squadra che sta dietro in classifica. Doveva esserci la voglia di lottare, dare tutto, sacrificarsi, incitarsi a vicenda. Non c'è stato assolutamente niente di tutto questo. C'è stato un Bologna che si è fatto surclassare da avversari che hanno fatto la loro semplice partita, con disciplina e sfruttando le iniziative di un giocatore che tanto era stato cercato dai rossoblù durante il mercato invernale e che in questo campionato ha avuto un rendimento al di sotto delle aspettative. Partendo dal presupposto che la rosa del Bologna è scarsa, la qualità dei giocatori è poca, il tasso tecnico complessivo è forse il più basso della serie A, il problema è anche un altro. È sbagliata la mentalità: una squadra che ha un punto più della zona retrocessione dovrebbe lottare con il coltello tra i denti per cercare di mantenere stretta quella posizione. E invece, no. Si ha quasi un atteggiamento di attesa, quasi a volere dire “speriamo che loro non facciano più di noi”. Non nascondiamoci, anche Ballardini ha le sue colpe. Lasciando stare il piano tattico e i cambi che sono stati fatti domenica, sembra ci sia, da parte del mister, il bisogno di giustificare tutto. Senza dubbio i giocatori vanno sempre difesi davanti a microfoni e telecamere, ma durante la gara, in panchina, è sembrato prevalere anche in lui il senso di rassegnazione. Continua a dire che crede nella salvezza, ma sembra che la situazione gli stia sfuggendo di mano sempre di più ogni giorno che passa. Applaudito fino a qualche domenica fa per avere dato solidità difensiva e spirito nuovo, oggi la realtà è che, nelle gare che contano, non si vince mai. E non è solo un problema di natura tecnica e tattica dei giocatori. E adesso? Via col ritiro, per lavorare liberi dalle pressioni e dalla contestazione della tifoseria che, se dovesse arrivare, sarebbe più che giustificata. Domenica si giocherà in casa con il pubblico pronto a non essere più tanto comprensivo, e perdere vorrebbe dire affondare sempre più. Chissà, magari la pressione e la paura porteranno ad una grande gara.

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