Seppur in precarie condizioni aziendali, che hanno portato ad un mercato molto, come dire, lacunoso, anche se perseguitato dalle disattenzioni difensive, nonostante la perdita del pilastro difensivo, il Bologna c'è, piú con il cuore che con la solidità di un'azienda che sviluppa una strategia di lungo periodo.


Nella partita con la fiorentina, si è avuta l' ennesima dimostrazione che Alino accende e spegne il Bologna: è incedibile ed incredibile. Siamo Diamanti- dipendenti: il primo tempo con i viola sembrava di vedere Barcellona-Valladolid (squadra B), poi Alino si é arrabbiato, ha sfoderato la sua grinta, ha cominciato a recuperare palloni su palloni e ha trascinato una squadra mediocre in una Grande: uno scarso Motta, che non mangerebbe i palloni nemmeno a Natale, nel Toni re dell'incornata (ps: grazie Luca per aver sbagliato il gol nel secondo tempo), ed uno sconosciuto papadolopulus (o come si chiama) in una potenziale giovane promessa. Siamo all'improvviso diventati una delle migliori squadre del campionato.

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Ma il merito è sempre suo, del grande Alino, che illumina e cambia la partita a suo piacimento, trascinando i compagni verso mete che non avrebbero mai potuto raggiungere. Non possiamo, anche se la casse del Bologna latitano, cedere il pilastro emotivo della squadra, abbiamo già ceduto il pilastro difensivo con brutti risultati. Quello che il Bologna FC deve fare è tagliare i costi all'osso, vendere qualche discreta promessa (ad esempio un candidato potrebbe essere taider, se potessimo spuntare cifra adeguata), ed investire in giovani grandi talenti alla Ramirez.


Ma Alino, per caritá, non va toccato. Rappresenta il Cuore pulsante del Bologna, ne sintetizza tutte le doti di combattente operaio, talentuoso, ma vincente.

Alla vigilia di bologna Cagliari dobbiamo tentare l arrembaggio ad un'altra vittoria in casa, dobbiamo avvicinarsi alla metà classifica che è quella che compete al Bologna.


La squadra, nonostante la società, dimostra di avere cuore (Alino su tutti), anima (gila si danna sempre, in qualunque parte del campo e momento storico), cervello (grazie Pioli) e braccia (grazie Diego, nonostante la brutta partita coi viola).


Avanti così, di cuore!

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