Alla nona giornata di campionato il Bologna trova la prima vittoria stagionale: Cristaldo e Perez mi sa che dovranno tornare a San Luca anche domani. Cantando l'alleluia.
Eppure dopo un minuto era sembrato il caro vecchio Bologna a cui ci eravamo abituati nelle prime giornate: corner per il Livorno, Paulinho colpisce di testa con il difensore più vicino che è grosso modo al Meloncello, panico. Bene, no? Per fortuna il brasiliano la alza sopra la traversa e ci grazia, altrimenti ci saremmo trovati in svantaggio per la settima volta in questo campionato. E invece passano due minuti e andiamo sopra, per la seconda volta in questo campionato, ed è un gol che ti fa pensare che forse oggi sia la volta buona: cross dalla sinistra di Cech, Emerson in tuffo di testa manda il pallone sul petto di Crespo (!) che così, quasi involontariamente, la butta dentro. Avanti dopo tre minuti, clamoroso. Poi sembra finita lì, perché nel primo tempo non succede più nulla né da una parte né dall’altra, ed è questa seconda porzione della frase a rallegrare noi che vantiamo la peggior difesa della Serie A.
Nella ripresa però la partita si rianima, grazie soprattutto a un Diamanti che alza i giri del motore. E, secondo me, quello delle ultime due partite è un Alino diverso: meno nervoso, meno egoista, ieri ha cercato tanto i compagni quanto la soluzione personale, mentre nelle prime gare prediligeva soprattutto la seconda. Non so se sia perché percepisca che lo spirito della squadra è cambiato, o perché si sia calato maggiormente nei panni del leader trascinatore ma non necessariamente tuttofare. O forse, chissà, anche perché Prandelli gli ha fatto capire che con certe prestazioni i Mondiali li vedrebbe col binocolo. Fatto sta che il suo atteggiamento visto ieri non è lo stesso della prima parte di campionato, e noi non possiamo che esserne contenti. Due volte ha sfiorato il raddoppio nei secondi quarantacinque minuti, prima di testa e poi col destro, ed è stato di gran lunga il migliore in campo. Peccato che mercoledì a Cagliari sarà squalificato: l’assenza più pesante possibile nell’ennesima sfida delicata di questa ancor breve stagione.
Come dicevo, nel secondo tempo ci prova anche il Livorno. Per una manciata di centimetri non prendiamo il gol dell’ex da Siligardi, che forse pensava ci fosse ancora Malesani sulla panchina del Bologna e quindi si è dannato come raramente vedemmo tre anni fa, mentre Schiattarella ha provato a capire se Curci fosse in giornata sì o in giornata no cercando la rete da centrocampo. Due fiammate, però, all’interno di una partita in cui gli amaranto non hanno dato particolarmente fastidio alla nostra retroguardia.
E così hai ottenuto ‘sta benedetta vittoria, in un modo o nell’altro: era l’unica cosa che contava. Finalmente ti è girato tutto per il verso giusto, dal gol fatto agli errori degli avversari, e un po’ di fattore C non fa mai male. Il Bologna visto nelle ultime due giornate è certamente diverso da quello pre-sosta della Nazionale, così come diversi, però, sono stati gli avversari: un Sassuolo destinato alla retrocessione e un Livorno alla quarta sconfitta consecutiva. E comunque, una l’hai persa e l’altra l’hai vinta uno a zero con un gol che è uno sghetto, di certo non hai fatto sfracelli.
Ma comunque, per ora, prendiamoci questi tre punti, una boccata d’aria per affrontare una corsa in salita che è ancora lunghissima. Molto di più che arrivare a San Luca.
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