Ad un certo punto domenica è stato inevitabile chiedersi se la "grande" del campionato fosse la squadra che giocava in casa oppure fossero gli ospiti in maglia bianca a bordi rossoblù. Un primo tempo nel quale il Bologna è stato assoluto padrone del gioco, mostrando una superiorità fisica, psicologica e tattica da grande squadra. Il lavoro di Pioli sta pagando come si deve e finalmente ora si è nella "parte sinistra" della classifica. Ma la cosa non è del tutto casuale e fortuita, è frutto del lavoro di mesi e mesi: mai nessuna frase fu allo stesso tempo banale e giusta. É proprio vero che vincere aiuta a vincere e questi nove punti consecutivi ne sono la dimostrazione più lampante. Una vittoria di cuore contro la Fiorentina, una vittoria di sostanza contro il Cagliari ed una vittoria di squadra e qualità contro l' Inter. E tutto questo aspettando domenica. Sperando ci sia l'apoteosi.

Esaltare Pioli adesso è fin troppo semplice, ma come non farlo? Quanti allenatori in serie A hanno avuto il coraggio di andare a Milano e fare la partita? Pochi, e lui è uno di quelli. Il rammarico più grande è legato al fatto che purtroppo bisogna guardare in faccia la realtà e difficilmente il prossimo anno lo vedremo ancora con la sciarpa rossoblu: a malincuore bisogna ammettere che è pronto per il grande salto.

Della gara di San Siro si è parlato tanto in questi giorni, si è esaltata la versione assist-man di Perez e l'intramontabile voglia di Gilardino che ha cambiato modo di esultare ma non la sostanza del suo lavoro: fare gol. Si è parlato meno della gara di Lazaros e dell'apporto di Naldo.

I due arrivi del mercato di gennaio si sono dimostrati pronti quando chiamati i causa. Il greco non ha fatto rimpiangere il suo connazionale e ha giocato una discreta partita: passaggi facili, giocate semplici, copertura difensiva, ha fatto nel migliore dei modi quello che gli è stato chiesto. Magari qualcuno si aspettava di più in fase offensiva, ma per adesso va molto bene così, e i gol arriveranno. Naldo ha sorpreso per prestanza fisica e senso di posizione. Marcare Cassano o Palacio, per quanto in una giornata non brillantissima, non è mai semplice e lui si è rivelato all'altezza. Chiaramente dopo una mezza partita non si può dare un giudizio definitivo, ma se il buongiorno si vede dal mattino, il ragazzo sembra avere le qualità giuste per il campionato italiano.

Smaltita la sbornia di domenica scorsa, è necessario pensare alla gara di sabato sera. Per il Bologna, ed in modo particolare per i suoi tifosi, la partita contro la Juventus ha qualcosa di diverso rispetto alle altre. Ricordi di stagioni passate, di retrocessioni e di un “odio” sportivo che non si respira contro nessuna altra squadra. Il Bologna si presenta alla gara con il piglio di una squadra che non ha veramente nulla da perdere, con la mente sgombra e con il pensiero di dovere solo pensare a fare bella figura davanti al suo pubblico. E questo, psicologicamente, può aiutare tanto. Dall'altra parte i bianconeri hanno ipotecato il titolo di Campioni d'Italia per la seconda volta consecutiva ma lo spirito guerriero del loro allenatore non li farà certo sedere sugli allori. E quindi verranno qui con la voglia di vincere e portare a casa la vittoria.

I rossoblù partono sfavoriti, ma lo erano anche contro l'Inter, lo erano contro la Roma all'Olimpico, contro il Napoli al San Paolo e contro la Fiorentina quindici giorni fa. Ma sappiamo come è andata a finire. Fare il poker di quattro vittorie consecutive non sarebbe male, farlo con la Juve sarebbe ancora più esaltante. Dopo l'estasi di San Siro, ora ci si aspetta l'apoteosi.

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