Se dovesse uscire oggi nelle sale un film sull’attuale situazione del Bologna Calcio, probabilmente il suo titolo sarebbe “Aiutatemi che sono messo male”, celebre affermazione di un personaggio dei portici Bolognesi che, a cavallo degli anni ’80 e ’90, era solito elemosinare beneficienza ripetendo in maniera ossessiva la sua litania. Il mercato invernale, che sarebbe dovuto servire a rinforzare una squadra in evidente difficoltà e tuttora a forte rischio retrocessione, non solo è stato avaro di nuovi innesti, ma ha addirittura portato alla cessione del proprio ex-capitano e difensore centrale Daniele Portanova ad una diretta concorrente. I nuovi innesti si chiamano Naldo, difensore diciottenne in arrivo in prestito dal Granada, Lazaros Christodoulopulos, centrocampista svincolatosi dal Panathinaikos e Daniele Moscardelli attaccante di 33 anni, abbonato alla panchina nel Chievo di Corini. Un mercato “spumeggiante” insomma, fatto di prestiti secchi ed acquisti di giocatori a fine carriera e di dubbia utilità. Se non altro tutto si può dire di questa Società, tranne che non sia coerente con le operazioni effettuate in estate. La parola d’ordine è vendere al primo offerente e comprare senza spendere. Ad oggi il Bologna ha in rosa 8 giocatori in prestito: Gabbiadini, Gilardino, Carvahlo, Motta, Pasquato, Naldo, Guarente e Curci e 3 giocatori in scadenza di contratto, Perez, Agliardi e Morleo. Insomma 6 titolari su 11 non sono al momento sotto contratto con il Bologna per la prossima stagione. Ciò significa che, anche per il prossimo campionato, ci si prepara all’ennesima rifondazione senza avere in tasca i soldi avuti quest’anno dalla cessione di Ramirez, a meno che… A meno che il prossimo sacrificato per fare cassa non diventi Alino Diamanti, giocatore richiestissimo in Russia dallo Zenit e da qualche squadra di prima fascia in Serie A. L’ eventuale cessione del fantasista di Prato potrebbe portare nelle casse del Bologna una cifra attorno ai 7 milioni di euro, cifra che permetterebbe a Guaraldi & co. di presentarsi al mercato estivo con qualche spicciolo in tasca da reinvestire. Qualora si concrettizzasse la cessione di Diamanti però, la spaccatura tra Società e tifoseria diventerebbe probabilmente irrimediabile. L’incapacità mostrata da questa dirigenza nel gestire i conti Societari e nello scovare giovani talenti su cui porre le basi del futuro rossoblù è francamente imbarazzante. Non esiste programmazione, non esistono idee e gli investimenti effettuati negli ultimi anni denotano una totale assenza di lungimiranza. La speranza rimane quella di vedere presto qualche imprenditore realmente interessato alle sorti di questa squadra, senza intenti speculativi ma con l’unico desiderio di fare del buon calcio in una città a cui basterebbe davvero poco per riaccendere un entusiasmo mai sopito. Il nome che puntualmente gira sotto i portici di Bologna è quello di Massimo Zanetti. Caro Sig. Zanetti, dacci 100 lire che siamo messi male.

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