Incredibile ma vero: gli appassionati rossoblù sono destinati a soffrire fino all’ultimo maledetto giorno di questa stagione che formalmente si chiuderà il 30 giugno, data per fortuna ormai prossima. Nemmeno il tempo di esultare per l’arrivo del sacrosanto paracadute Sky, che l’Italia colleziona un’altra sconfitta e saluta il Mondiale al girone, così come successo in Sudafrica nel 2010. Inizialmente avrei voluto scrivere qualcosa proprio a riguardo dell’eliminazione e delle parole di Balotelli, anzi del suo commento su Instagram. Poi ho preferito evitare, tanto avrei solamente alimentato delle polemiche sterili e crude, che non cambiano la sostanza: siamo eliminati in un girone vinto dal Costa Rica (che non mi pare sia questa invincibile armata) per colpa di errori fatti a monte da Prandelli in primis, che giustamente decide di farsi da parte. Ma non complimentiamoci per la scelta, perché tale non è stata: infatti, nel rinnovo di contratto biennale firmato poco prima della spedizione mondiale che aveva fatto drizzare i capelli a molti, pare ci fosse una esplicita clausola che spingeva il CT a dimettersi in caso di fallimento. Il resto del pensiero lo tengo per me, limitandomi ad esclamare “Mai ‘na gioia”, un po’ come quando vedi la tipa carina a cui vorresti fare la corte che, proprio nel momento in cui ti sei deciso ad invitarla per un caffè, ha scelto di innamorarsi di qualcun altro. Che può essere qualsiasi persona, ma di certo non sei tu. “Mai ‘na gioia”, appunto.
Incredibile ma vero-bis: esistono le buone notizie anche per il Bologna. Ebbene sì, dopo un mese abbondante in cui si è parlato con insistenza di fallimento, di Zanetti che prima arriva e poi non arriva, di scadenze sempre più impellenti e chi più ne ha più ne metta, finalmente una buona nuova, che ci dà qualche certezza sul futuro prossimo che adesso possiamo finalmente pianificare. Io ero alle prese con un esame ad alto tasso di difficoltà, e manco a farlo apposta l’inizio della mia interrogazione (15:50) è coinciso proprio con l’ufficialità dello sblocco del paracadute, a cui nel bene e nel male sono riuscito ad aggrapparmi anche io per cavarmela e riuscire a schivare norme e diritti vari. Chiusa la piccola parentesi personale, torniamo nel merito della faccenda.
Salvata la pelle e limitato i danni ad un solo punto di penalizzazione, adesso viene il bello (e il difficile). Va in primis scelto con oculatezza il mister a cui andrà affidato il nuovo progetto, che sembra rispondere sempre più al nome di Diego Lopez. Una vita (calcistica) trascorsa sempre in Sardegna, ed un'esperienza non troppo scintillante sulla panchina sarda rendono il nome poco appetibile per la piazza. Non è Zeman, tanto per capirci. Anche perché il suo credo tattico non si avvicina nemmeno lontanamente al 4-3-3 del boemo. Il tecnico uruguagio predilige il modulo che prevede la difesa a 4, tre uomini in mediana ed un fantasista ad ispirare le due punte. Vada come vada sarà una scommessa, considerando che la Serie B è cosa completamente diversa dalla A, e molte volte abbiamo avuto esempi di allenatori ottimi in B e più in difficoltà nella massima serie, o viceversa. Fatta comunque la scelta, andrà impostato un mercato in funzione dell’allenatore, e lì entrerà in gioco il lavoro certosino di Fusco, che dovrà ricostruire praticamente da zero una squadra pronta alla risalita. Il solo Troianiello e il rientro di Capello certo non basteranno, ma ho piena fiducia nel direttore al quale di sicuro non servono i miei consigli.
Prima però, l’allenatore. Se rappresenterà un’altra buona notizia, dopo quella del paracadute, staremo a vedere. Chiudo con una considerazione: Zeman aveva un accordo per venire qui, poi ha deciso di virare verso la Sardegna per sposare il progetto del nuovo Cagliari di Giulini. Lo stesso Giulini che, prima dell’affondo decisivo per il boemo, avrebbe voluto contattare Lopez (formalmente ancora sotto contratto col Cagliari) che però in quei giorni non era in città. Niente incontro, niente panchina, con Lopez che resta appiedato e viene contattato dal Bologna. Solo coincidenze o scherzi del destino? Chissà, avremo tempo e modo di giudicare. Sperando che per una volta il destino torni a sorridere al Bologna.
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