La squadra dell'Agadir, che milita nel principale campionato marocchino (Botola Pro), si era allenata in mattinata sulla spiaggia dell'omonima cittadina, famoso centro turistico di 100.000 abitanti che si affaccia sull'oceano. Nostalgici e storici bolognesi ricorderanno un avvenimento simile quando l'allora allenatore Bernardini portò il Bologna ad allenarsi sul litorale laziale prima dello spareggio per lo scudetto contro l'Inter. Ma qui la squadra marocchina non si allena per una sfida al titolo: una corsetta leggera, una sessione di scatti, slalom ai birilli, prove di forza e resistenza (curiosa quella di prendersi a spallate come esercizio ad imparare a resistere ai contrasti) e partitella in famiglia, bianchi contro rossi, a campo e porte ridotte. Senza scarpe, sulla sabbia. Insieme a loro, lungo tutti i cinque chilometri di litorale disponibili (gli altri sono off limits causa la vicinanza di una residenza reale), decine di squadre improvvisate, già dal mattino presto, hanno iniziato a delimitare i loro campi estemporanei di calcio. Centinaia di giocatori si affrontano con la stessa passione dei loro beniamini professionisti e con il sogno, ben impresso sulle loro magliette, di emulare le gesta dei loro idoli che giocano oltre lo stretto di Gibilterra. La formazione tipo (determinata dalle magliette più numerose in circolazione) è composta da Zanetti, Xavi, Eto' o, Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic, Klose, Toni, almeno due- tre Messi e Del Piero.

Chi pensa al Marocco come un paese retrogrado, lontano dall'occidente e dal suo mito del calcio sbaglia di grosso. Il mechandising delle divise dei calciatori supera quello delle spezie, ogni negozio, locale, ristorante od officina ha il suo televisore sintonizzato su una partita di calcio. La parabola tv è il primo accessorio installato in una casa. Dai barbieri non è rado vedere il cliente che non è posto di fronte allo specchio ma girato verso il televisore, posto in alto su una mensola tra poster del Barcellona e la sciarpa della nazionale marocchina, e con lui altri diversi avventori, lì solo per l'evento calcistico da vivere in compagnia. Il calcio è vissuto e respirato in prima persona, da tutti. Chi può lo pratica perché, non sembrerà vero, ma una certa cultura del “fisico” e della salute è ben impressa nelle nuove generazioni. Nelle distese rurali le case d'argilla ocra dei contadini berberi hanno, tra le distese di ulivi, di aranci o di argan, un rettangolo dedicato al campo da calcio con pali e traverse a volte improvvisati di legno, a volte più professionali in metallo.

Un tempo anche da noi la cultura sportiva era ben radicata. Ora le scuole calcio arrancano e le società sportive sono costrette ad unirsi pur di mantenere un certo numero di iscritti adatto a sostenere le varie categorie. Orde di ragazzini raggiungevano, pallone sotto braccio, i campi delle chiese o dei quartieri. Ora è raro vedere un rettangolo da calcio che non sia stato soppiantato da cemento e costruzioni. Se non si poteva uscire il cortile di casa era il luogo preposto alle gare calcistiche tra amici. Internet e i vari giochi per il computer adesso sostituiscono il pallone con il joystick facendo giocare un calcio virtuale e sedentario uccidendo, perdipiù, i rapporti sociali.

In Marocco il calcio ha mire ambiziose, gli stadi sono cattedrali dalle capienze spropositate (quello di Agadir, ad esempio, può ospitare 40.000 spettatori, quasi la metà della popolazione della città), le partite del campionato locale sono trasmesse in diretta, seguiti in differita da quelle degli altri campionati europei. Gli sponsor rispondo bene alle richieste delle società (le divise ufficiali hanno fino a cinque-sei diversi loghi). Il calcio è giocato dappertutto, dalle spiagge fino al limitare del deserto. Per passione, per sognare, per sport. Da noi si passa al market sotto casa ad acquistare le patatine, una telefonata ad ordinare una pizza da asporto e poi via, comodi in poltrona, a gustarsi la partita in pay tv. La squadra non vince, e allora tutti a lamentarsi e a discutere. Lo sport nazionale in Italia? Mangiare e commentare. Marocco batte Italia 10-0.

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