Il Bologna è stato annichilito dalla Roma capolista per cinque a zero. Un risultato giusto, giustissimo, che avrebbe tranquillamente potuto essere più largo. Ma il numero dei gol incassati ieri sera conta relativamente, perché il problema più grave è la prestazione offerta in campo: inesistente. Certo i giallorossi sono primi in classifica, sei vittorie su sei, sono una gran squadra eccetera eccetera. Ma c’è modo e modo di perdere e, come a Napoli, ieri sera il Bologna ha scelto quello più imbarazzante per farlo.

Ancora una volta, innanzitutto, i rossoblù si son fatti gol da soli. Come con il Milan, come con il Torino, come con l’Udinese, come con la Sampdoria. Delle sedici reti subite, un buon sessanta/settanta percento sono responsabilità diretta della difesa del Bologna: una cifra inaccettabile per un gruppo che deve salvarsi (o forse, ribaltando: le squadre retrocedono proprio quando si fanno gol da sole). Dopo lo sciagurato pareggio contro il Milan ci era stato detto che la squadra sapeva dove aveva sbagliato. Ottimo, peccato che questa consapevolezza sia durata esattamente otto minuti: il tempo per Curci di respingere una punizione in mezzo all’area, proprio come ti insegnano a non fare sin dai pulcini, e per Florenzi di infilarsi tra i difensori imbambolati per il tap-in vincente. Una rete identica a quella con cui questo cinno (terzo gol al Bologna in tre partite) aveva aperto le marcature lo scorso anno all’Olimpico, anche se poi era finita diversamente. Imbambolati anche sul gol di Benatia, dopo ci ha distrutto Gervinho: due reti quasi identiche, due progressioni solitarie contro una difesa del Bologna in abbondante superiorità numerica. Penso che Antonsson se lo sognerà fino a Natale, e dato anche il non sublime livello estetico dell’attaccante ivoriano, saranno sogni molto brutti.

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Oltre alle mancanze difensive, la fase di costruzione non è esistita, dal momento che non hai costruito niente. Perez e Pazienza sono stati travolti, mentre la marcatura prepotente di De Rossi ha annullato Diamanti. Gli unici interventi compiuti da De Sanctis sono stati su conclusioni da distanza siderale: di più il Bologna non è riuscito ad avvicinarsi.

Ora la classifica dice che i rossoblù sono terzultimi con la seconda peggior difesa del campionato (solo perché il Sassuolo dall’Inter ne ha presi sette e non cinque, altrimenti saremmo pari). È ancora estremamente corta, vero, ma con altre prestazioni come quella di stasera è destinata ad allungarsi. Il discorso è semplice: le prossime sei gare sono tutte contro dirette concorrenti per la salvezza, ossia Verona, Sassuolo, Livorno, Cagliari, Chievo, Atalanta. Una striscia fondamentale, durante la quale il Bologna ci farà capire che intenzioni ha per questo campionato. Si tratta di tirare fuori gli attributi, e dimostrare ai tifosi che le scuse sacrosante profuse da tutti nel post partita non sono solo di facciata. Si tratta di dimostrare che questa squadra ha voglia di salvarsi, facendo tutta la fatica di sto mondo ma che almeno ne ha voglia. Non mi sembra di chiedere troppo.

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