Finalmente una gioia. Il pareggio al novantesimo con il Napoli, arrivato tra le polemiche per una conduzione arbitrale discutibile e sotto un diluvio scrosciante, è stata un'iniezione di adrenalina pura per gli eroici tifosi rimasti sugli spalti e linfa vitale per i ragazzi di Ballardini, che ritrovano il feeling con l'ambiente, con una prova convincente. E' mancata solo la vittoria, ma per come si era messa la partita, ci teniamo stretto il punto conquistato. Tanti applausi per una squadra che ha tenuto testa ad una compagine nettamente superiore, dal punto di vista tecnico ed economico. Durante il primo tempo si è visto un Bologna a tratti esaltante, capace di ripartire grazie alla compattezza garantita dal 3-5-1-1. Finalmente si è sbloccato Bianchi, che rinnova l'eterno dilemma tra “..era meglio Gilardino” o “..è la squadra che non gioca per lui”. A questo punto per la vicenda si delineano due probabili soluzioni: l'attaccante si è messo in mostra ed ora sarà un po' più semplice trovare società interessate ad ingaggiarlo oppure, vista la doppietta contro i partenopei, si potrebbe anche decidere di dargli fiducia. In ogni caso, se anche dovesse partire, questo potrà avvenire solo se si verificheranno una serie di situazioni. Probabilmente si deciderà tutto in extremis, negli ultimi giorni di mercato.
Personalmente, come ho sempre scritto, penso che la priorità non sia l'attaccante. E' vero, il Bologna ha fatto pochi goal, ma è altrettanto vero che ne ha presi tanti, troppi. E poiché l'esperienza insegna che per salvarsi la prima cosa da fare è coprirsi (nel senso di coprire meglio il campo per evitare di subire troppi goal), allora anche questa settimana ribadisco la mia posizione: il 3-5-1-1 è attualmente l'unico modulo che fornisce maggiori garanzie in tal senso. Ed a proposito di questo, rinnovo i miei complimenti a Ballardini, che è riuscito a capire subito quello che Pioli aveva solo percepito, ma non compreso del tutto. A questa squadra manca un vice Perez, sia perché tra infortuni e squalifiche è spesso assente, sia perché se si vuole giocare con un modulo maggiormente propositivo, allora i centrocampisti che hai in rosa non sono adatti. Sarà un caso, ma contro il Napoli, quando El Ruso ha dovuto dare forfait (dopo aver dato tutto, ammonito e claudicante) mister Ballardini, che mai lo avrebbe tolto dal campo se non fosse stato costretto, ha inserito Lazaros e spostato Pazienza davanti alla difesa. In un attimo proprio il greco, perdendo malamente un pallone, ha favorito il contropiede e Callejòn ha concluso in rete. E' evidente che quando esce Perez si crei il panico, perché non abbiamo in rosa un altro giocatore con le sue caratteristiche e dobbiamo inventarci Lazaros (che ricordiamo era arrivato come punta esterna, poi retrocesso a trequartista ed infine a centrocampo) in un ruolo non suo. Contro la Lazio proprio Christodoulopoulos, nella stessa posizione, non aveva fatto male, ma l'avversario in quel caso era apparso molto più molle del Napoli di Benitez. Le alternative c'erano: si sarebbe potuto lasciare Pazienza al suo posto e inserire Krhin nel suo ruolo naturale davanti alla difesa, oltre a riprovare Laxalt, che in alcune partite non ha sfigurato come mezzala. Ovviamente parliamo con il senno di poi e concediamo a Ballardini il sacrosanto diritto di fare le sue prove, sia perché è appena arrivato, sia perché ora la responsabilità è la sua. Se si vuole far giocare Kone nel suo ruolo, per evitargli brutte figure come quella di domenica, si deve passare al 3-4-2-1. Il problema è che né Krhin, né Pazienza, né Della Rocca hanno le caratteristiche per giocare in un centrocampo a due. Sono convinto che il grande errore del Pioli di quest'anno, sia stato proprio non aver compreso questo concetto base.
Per fortuna domenica la grinta e la voglia non sono mancate e nonostante l'inferiorità numerica, si è ottenuto un pareggio importante, che fa bene alla classifica, ma soprattutto al morale. Si spera solo che dalla società arrivi un contributo, che vada a tamponare una falla che esiste da luglio con la cessione di Taider, il mancato riscatto di Guarente e le bocciature di Pulzetti e Casarini. Ora siamo costretti ad intervenire, si sarebbe già dovuto fare, visto che è una problematica che esiste da lungo tempo. Nomi? Il sogno sarebbe il ritorno di Mudingayi, anche perché in serie A non ci sono tante alternative con le sue caratteristiche (ad esempio Biondini del Genoa per intenderci). Giocatori che non hanno problemi ad avere il pallone tra i piedi, ma che fanno del temperamento e dell'agonismo le loro doti migliori. A mio avviso non serve un leader dello spogliatoio e nemmeno un regista con i piedi buoni, ma un corridore, un lottatore e soprattutto un “ladro di palloni”.
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